giovedì, Febbraio 2, 2023
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«Carbone arrestato da noi: si spacciava per trafficante di orologi»

Il gruppo di miliziani siriani Hay’at Tahrir ash Sham (Hts) ha rivendicato con un video l’operazione

Il narcotrafficante Bruno Carbone, spalla fidata del boss nativo di Castellammare di Stabia, Raffaele Imperiale, è stato fermato e arrestato da un gruppo di milizie siriane. La voce circolata ieri è stata confermata questa mattina dal gruppo Hay’at Tahrir ash Sham (Hts), che ha forti legami con Ankara e che controlla ampie zone del nord-ovest della Siria.

Diya al Omar, ministro dell’interno del “Governo di salvezza” siriano, controllato da Hts e che si contrappone al governo centrale siriano, è apparso in un filmato in cui si rivendica un ruolo di primo piano nella sua cattura. Secondo quanto raccontato Carbone, che era latitante da ben 19 anni, è stato fermato a marzo scorso. Il narcotrafficante, raccontano, era arrivato in Turchia spacciandosi per un uomo d’affari russo. «Dopo aver raccolto le prove, il ministero ha cominciato a lavorare alle procedure per consegnare il criminale al suo paese», ha detto il rappresentante di Hts nel filmato.

Dalla zona di Idlib, fuori dal controllo governativo, intendeva raggiungere le zone in mano alle forze di Damasco ma, continua il racconto del gruppo qaidista siriano, è stato catturato da Hts: «In Siria si spacciava da trafficante messicano di orologi e voleva raggiungere le zone governative perché rappresentavano per lui il miglior posto per essere al riparo dalla legge».

La sua presenza in Siria

Il dubbio però è come mai il narcotrafficante si trovasse in quelle zone. Bruno Carbone per anni ha vissuto a Dubai, proprio come Raffale Imperiale che nella capitale emiratina è stato arrestato. Forse, proprio in seguito ai molteplici arresti avvenuti negli Emirati Arabi Uniti e le numerose estradizioni in Italia, Carbone stava cercando un rifugio sicuro per continuare a comandare il gruppo di narcotrafficanti internazionali di cui era diventato il «capo» dopo l’arresto di «Lelluccio da Ponte Persica».

Il suo viaggio però è stato interrotto e dalla Siria è stato prima portato in Turchia e poi imbarcato su di un aereo per Ciampino dove è stato preso in carico dalle forze dell’ordine italiane. Il duplice arresto Imperiale-Carbone rappresenta un brutto colpo per l’organizzazione, senza contare il blitz di mercoledì scorso che ha portato all’esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare a carico di ventotto persone.

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