L’inchiesta per corruzione ha portato all’arresto di 5 carabinieri

di Giancarlo Tommasone

L’inchiesta per corruzione, che ha portato all’arresto di 5 carabinieri (Michele Mancuso, Angelo Pelliccia, Raffaele Martucci, Vincenzo Palmisano e Corrado Puzzo), dell’ex presidente del Consiglio comunale di Sant’Antimo, Francesco Di Lorenzo detto Pio, e del boss Pasquale Puca (detenuto al 41 bis per altri reati), e della sospensione dal servizio per altri tre militari dell’Arma, è partita in seguito alle intimidazioni subite dal maresciallo Giuseppe Membrino. Quest’ultimo, dopo il posizionamento di una bomba, sotto la sua auto, era stato trasferito per motivi di sicurezza, dalla Tenenza di Sant’Antimo, presso un’altra caserma dell’Arma. Secondo quanto è emerso dalle indagini, e dalle dichiarazioni dei collaboratori di giustizia, Membrino «era l’unico carabiniere a fare il proprio lavoro, e a opporsi ai clan».

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Le dichiarazioni
dei collaboratori
di giustizia

Per tale motivo, il boss Pasquale Puca (nipote del defunto ras cutoliano, Giuseppe alias ’o Giappone) avrebbe fatto di tutto per farlo allontanare da Sant’Antimo. Particolare rilevanza acquisiscono nell’inchiesta, le dichiarazioni di Claudio Lamino, ex affiliato ai Puca, passato a collaborare con la giustizia nell’aprile del 2017.  «Per allontanare Membrino – fa mettere a verbale Lavino, il 3 ottobre del 2017 -, Pasquale Puca, avendo appreso che il carabiniere avesse una relazione con una ragazza di Sant’Antimo, chiese a un cineoperatore di seguire il maresciallo e la ragazza, e riprenderli in momenti di intimità».

Il delitto / L’omicidio del boss
‘o Negus deciso da Pasquale Puca

«Cosa che poi effettivamente successe al Villaggio Coppola, nei pressi di una spiaggia», continua il pentito. Solo che l’operazione non andò in porto. Perché, racconta Lamino, il cineoperatore appostato sulla barca, cadde in mare e il filmato andò perso. Fallita l’occasione, Puca non si sarebbe perso d’animo, e sempre attraverso lo stesso cineoperatore, sarebbe finalmente riuscito a ottenere un filmato «compromettente» per il maresciallo Membrino, immortalato insieme alla ragazza di Sant’Antimo. «Detto filmato – rendiconta Lamino al pm – fu inviato al Comando carabinieri di Napoli per riuscire a far trasferire il maresciallo Membrino, atteso che l’incontro (registrato nel video) era clandestino e con una ragazza del luogo di servizio del carabiniere. Inoltre, intenzione di Pasquale Puca era quella di inviare il filmato anche alla fidanzata di Membrino, il giorno stesso del suo matrimonio col carabiniere… ricordo che il filmino risale agli anni 2006-2007».

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per informare il boss su operazioni nei suoi confronti»

Da sottolineare che il maresciallo Membrino ascoltato dagli inquirenti, sulla circostanza del citato filmato, il 19 novembre del 2018, ha dichiarato che effettivamente un dvd fu recapitato in forma anonima, nella cassetta della posta, della sua fidanzata (poi diventata sua moglie nel 2009), nell’estate del 2008. «Il dvd, che credo avere ancora conservato, contiene tre distinti filmati, che mi ritraggono in compagnia di una ragazza che frequentavo e che a volte mi ha rilasciato informazioni di interesse investigativo, delle quali ho anche relazionato in apposite annotazioni di servizio», afferma Membrino.

Il trasferimento
di Membrino avvenne
in seguito al ritrovamento

di una bomba
carta posizionata dal clan sotto l’auto
del militare dell’Arma

«Non mi risulta che una copia di questo filmato sia stato mandato anche dall’anonimo, al mio Comando, ovvero al Comando generale. Credo che i miei superiori ne siano stati messi a conoscenza, in quanto, come ho già detto, quando venne la mia fidanzata in caserma (dopo che le era stato recapitato il video, ndr), era presente il comandante Martucci e altri colleghi. In ogni caso, non sono stato trasferito a seguito di questa vicenda, ma solo a fine marzo 2009, per mia tutela, a seguito della bomba carta posizionata sotto la mia autovettura che era parcheggiata davanti all’abitazione della mia fidanzata (a Qualiano, ndr)», spiega il maresciallo Membrino.