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Al centro Mario Cerciello Rega, ai lati i due californiani indagati per l'omicidio

Giorno dopo giorno, si aggiunge un nuovo tassello alla vicenda della morte del vicebrigadiere Mario Cerciello Rega, ucciso il 26 luglio scorso, in Via Cesi a Roma, quartiere Prati. Oggi era attesa l’udienza del Riesame per Christian Gabriel Natale Hjorth, ma c’è stata la rinuncia. Il giovane californiano resta in carcere a Regina Coeli, laddove è pure detenuto il suo connazionale, Finnigan Lee Elder, l’autore materiale del delitto (Hjorth e Elder rispondono di concorso in omicidio).

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«Una decisione – ha spiegato l’avvocato di Hjorth, Francesco Petrelliperché la Procura ha depositato nuovi atti a ridosso dell’udienza e il nostro assistito ne ha avuto conoscenza dalla tv. La Procura inoltre ci ha comunicato che c’è ancora attività istruttoria in corso e noi a serve tempo per analizzare con i nostri consulenti i documenti agli atti». La difesa fa riferimento anche ai risultati preliminari dell’attività del Ris che ha individuato impronte di Hjorth sul pannello del controsoffitto della stanza dell’albergo dove alloggiava con Elder e dove è stato nascosto il coltello utilizzato per colpire il carabiniere.

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Sulla rinuncia all’udienza del Riesame che avrebbe dovuto valutare l’istanza di scarcerazione per Hjorth, si è espresso anche il legale che assiste la famiglia di Cerciello, Massimo Ferrandino. «La difesa di Natale ha rinunciato a proseguire sulla strada del Riesame, evidentemente c’erano elementi consistenti. Le impronte sono state abbastanza rilevanti, ha pesato un po’ tutto. Facciamo terminare l’ottimo lavoro che sta portando avanti la Procura di Roma», ha detto Ferrandino.

Soffermandoci ancora sull’udienza saltata, spunta una lettera di Gabe (così è pure chiamato Hjorth) e indirizzata alla madre.

La lettera di Hjorth alla madre

«Cara mamma, voglio scusarmi ancora per la rissa che ho scatenato l’ultima volta che sono stato qui. Mi pento veramente di quello che ho detto e per il modo in cui mi sono comportato nei tuoi confronti».

Hjorth con mefisto e pistola, Elder con una busta piena di marijuana

E’ quanto scriveva alla madre, Gabe, nei mesi scorsi per chiederle scusa dei suoi comportamenti. La lettera è stata depositata in vista dell’udienza davanti al tribunale del Riesame che era fissata per oggi ma a cui i difensori del giovane hanno rinunciato.

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«Nessuno è perfetto – prosegue il ragazzo – e tu mi hai dato una mano più di ogni altro in questa famiglia. Mi dispiace molto aver sottolineato le tue pochissime imperfezioni, specialmente perché io ne ho così tante. Ti amo con tutto il cuore e un giorno te lo dimostrerò completamente», conclude il californiano difeso dagli avvocati Francesco Petrelli e Fabio Alonzi.

Le pose da ‘cattivi’ di Finnigan Lee Elder e Christian Gabriel Natale Hjorth

Nei giorni scorsi, dal telefono di Hjorth erano venute a galla conversazioni con la madre, di ben altro tenore (del tutto irriverente), e soprattutto una serie di foto che lo ritraggono mentre impugna una pistola. Sconvolgenti anche gli scatti che sono stati «estratti» dai tecnici delle forze dell’ordine, dal cellulare di Elder.