Le pose da 'cattivi' di Finnigan Lee Elder e Christian Gabriel Natale Hjorth

di Giancarlo Tommasone

Le foto che non ti aspetti, o forse sì. Anche perché sono state «estratte» dai telefoni cellulari degli indagati per l’assassinio del vicebrigadiere dei carabinieri Mario Cerciello Rega. Sono quelle di Finnigan Lee Elder e Christian Gabriel Natale Hjorth (entrambi in carcere, a Regina Coeli con l’accusa di concorso in omicidio). Altro che scatti da componenti di rabberciate baby-gang nostrane, sono pose da narcos, da killer, con tanto di soldi, droga e armi in bella vista. Tutto vero.

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Pose da «cattivi», immagini che caratterizzano due personaggi californiani, che sono stati presentati pure come «bravi ragazzi» della San Francisco permissivista ma in fondo così borghese, per non dire radical chic. Finn e Gabe, per gli amici, Finn e Gabe nella versione americana, che tutto abbrevia, a partire dai nomi. Perché gli Usa sono pervasi da una componente frenetica, veloce, non c’è tempo nemmeno per scandire un nome per esteso.

Gabe, considerato dagli inquirenti, il «maschio alfa» della coppia, in preda alla crisi da autoscatto, si mostra mentre impugna una Glock 18, con tanto di mefisto, oppure con guanto azzurro (di quelli che indossano i chirurghi, o gli assassini per non lasciare impronte) mentre è a casa, o ancora mentre è alla guida di un’auto.

Mario Cerciello Rega

Finn (quello che ha affondato per 11 volte il coltello nel fianco di Cerciello Rega), preferisce gli autoscatti con il coltello, con una busta piena di marijuana, e la foto di strisce di coca pronte ad essere «tirate» con la cannuccia ricavata da una banconota. Bravi ragazzi? Le immagini direbbero di no.

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E poi ci sono i messaggi delle chat, che vengono alla luce grazie al lavoro degli uomini del Nucleo investigativo del Comando Legione Lazio, di Via Selci a Roma. Il 30 giugno scorso, la madre di Gabe, gli scrive su WhatsApp: «Sei così pieno di merda che è incredibile». E ancora: «Se hai bisogno di farmi passare per quella cattiva, puoi andartene, fare uso e vendere droga e andare alle feste tutte le notti senza avere una vita che sia produttiva, puoi farlo. Non mi sento colpevole nemmeno per un secondo».

La conversazione su WhatsApp
tra Gabe e sua madre
La donna lo accusa di vendere droga

Tasche piene di dollari, senza lavorare, o meglio grazie allo spaccio di droga, lo accusa la donna. E Gabe risponde:  «Sei così ridicola, faccio uso e vendo droga (riporta le parole della madre) solo perché ho provato alcuni funghi (si riferisce a funghi allucinogeni) per la seconda volta nella mia vita e ho deciso di essere onesto e dirtelo. Lasciami in pace e ti lascerò in pace. Ho finito di provare a renderti felice, è inutile». «Gioventù bruciata» verrebbe da dire, gioventù che non solo brucia chi la porta addosso, ma pure, magari, chi si troverà di fronte. Gioventù che mente, che continua a mentire, perché Gabe non solo dice bugie alla madre disperata, ma pure agli inquirenti.

Quando viene ascoltato relativamente all’occultamento dell’arma del delitto, un coltello da Marine, Christian Gabriel Natale Hjorth, Gabe appunto, afferma che lui non ne sa niente. Una volta arrivati al Meridien – dice – Elder è andato in bagno e ha lavato il coltello. Dice ancora, Gabe, che non sa dove l’amico ha poi messo l’arma usata per pugnalare il carabiniere. La versione è smentita dai riscontri investigativi. Il pugnale viene trovato dietro pannelli di cartongesso, nella stanza 109 del Meridien.

Su uno dei tre pannelli,
accertano le analisi del Ris,
ci sono le impronte di Gabe

Tornando, invece a Finn, dal suo cellulare vengono estratti anche due scambi di messaggi, avuti con la fidanzata, tale Kristina. Nel corso della prima conversazione, il giovane racconta alla ragazza, utilizzando un tono divertito, come siano stati «solati» in Piazza Mastai (dove si erano recati a comprare cocaina, ma gli era stata rifilata una pasticca di antipiretico).

 

La seconda chat è di tutt’altro tenore. Finn è tornato al Meridien dopo aver accoltellato a morte Mario Cerciello Rega. «Qualunque cosa accada, ti amo (…) Non so se riuscirò a tornare», scrive a Kristina, allarmandola. Nel frattempo, con le nuove credenziali delle foto in posa da killer e narcos, i due indagati si preparano ad affrontare, nella giornata di lunedì, l’udienza davanti ai giudici del Riesame, che sono chiamati a decidere sulla richiesta di scarcerazione avanzata dai legali di Finn e Gabe.