Mario Cerciello Rega

Sarà un giorno importante quello di venerdì prossimo. Nel corso dell’udienza, i giudici del Tribunale del Riesame dovranno pronunciarsi sulla richiesta di scarcerazione avanzata dai legali di Finningan Lee Elder (20 anni) e del 19enne Christian Gabriel Natale Hjort (attualmente detenuti nel carcere di Regina Coeli). I due californiani sono accusati di concorso in omicidio per la morte del vicebrigadiere dei carabinieri Mario Cerciello Rega, avvenuta il 26 luglio scorso a Roma.

L’udienza dei due indagati
davanti ai giudici
del Tribunale Riesame

Altro step fondamentale per il caso  sarà rappresentato dal risultato delle analisi (iniziate dagli uomini del Ris di Roma lo scorso 30 agosto) sugli indumenti indossati dal vicebrigadiere ucciso e dal suo collega, Andrea Varriale, la notte del delitto.

Tra 60 giorni il risultato delle analisi
sugli abiti di Cerciello Rega e Varriale

I riscontri dovrebbero essere pronti tra circa due mesi: chi indaga vuole ricostruire, grazie anche ai tagli presenti sugli indumenti di Cerciello, la dinamica di quanto avvenuto nel quartiere Prati, e in particolare su come siano state inferte le undici coltellate da Finnegan Lee Elder.

La fiaccolata a Roma
per ricordare il vicebrigadiere
Mario Cerciello Rega,
a due mesi dalla morte

Nel frattempo, per ricordare Cerciello Rega, il prossimo 26 settembre, a due mesi dall’omicidio, è stata annunciata una fiaccolata nella Capitale. Le indagini continuano, tra non poche difficoltà. L’attenzione degli inquirenti è focalizzata, soprattutto sull’esatta dinamica del ferimento che ha portato alla morte del carabiniere originario di Somma Vesuviana.

L’approfondimento / Omicidio del carabiniere,
i troppi misteri di una verità «bendata»

Sotto la lente le immagini delle telecamere di videosorveglianza installate in zona, che però, non «avrebbero immortalato» le fasi relative all’incontro tra Rega, Varriale e i due indagati, e alla colluttazione. Infatti, i dispositivi, che avrebbero potuto spazzare via ogni dubbio rispetto alla dinamica dei fatti, sono risultati essere non  funzionanti. Per il resto sono tanti gli aspetti da chiarire riguardo all’intera vicenda.

Di sicuro c’è soltanto che Finnegan Lee Elder, utilizzando un coltello da Marine (che era stato nascosto nell’intercapedine controsoffittata della camera d’albergo), ha ferito a morte il vicebrigadiere. Cerciello Rega e Varriale sono giunti all’appuntamento dopo la segnalazione, giunta al centralino dei carabinieri, da parte di Sergio Brugiatelli, che denuncia il furto di un borsello e la richiesta, da parte di una coppia di ragazzi, di soldi e droga in cambio della restituzione del maltolto.

Le tappe della notte a cavallo
tra il 25 e il 26 luglio scorsi

Poi l’incontro fatale dei carabinieri con i due americani, in Via Pietro Cossa. Prima, c’è da registrare il blitz antidroga in Piazza Mastai, con Brugiatelli, e i due stranieri che scappano. A innescare la reazione dei californiani il «pacco» subìto: Tachipirina al posto della cocaina. Christian Gabriel Natale Hjorth, l’acquirente, verrà intercettato poco dopo. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, dopo aver consegnato un involucro ai militari dell’Arma, avrebbe detto si trattasse di «Bentelan», che gli era stata rifilata al posto dello stupefacente.

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Il punto è che una volta fermato e aver consegnato la presunta «dose», riesce a dileguarsi senza essere ulteriormente rincorso e bloccato dai carabinieri. Gli investigatori hanno analizzato anche i turni e le relazioni di servizio della notte a cavallo tra il 25 e il 26 luglio scorsi, operazione necessaria per comprendere se Cerciello dovesse essere in servizio quella notte, insieme al collega Andrea Varriale.

I punti oscuri nelle indagini

Altro mistero è rappresentato dall’arma del vicebrigadiere. Da chiarire il perché Cerciello Rega sia andato all’appuntamento mortale di Via Cossa senza la pistola, che sarebbe stata lasciata nell’armadietto.