domenica, Dicembre 5, 2021
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Carabiniere «infedele», c’era pure un insegnante nel gruppo dei pusher

La circostanza emerge da una serie di intercettazioni allegate all’inchiesta sulla caserma Levante

Secondo quanto emerge dall’ordinanza a firma del gip Luca Milani (relativa all’inchiesta sulla caserma Levante di Piacenza, sfociata nell’operazione Odysséus), il carabiniere Giuseppe Montella (37enne di Brusciano) aveva «la chiara volontà di monopolizzare lo spaccio di sostanze stupefacenti, avvalendosi, per il rifornimento, di Daniele Giardino (socio dell’appuntato, finito in carcere insieme allo stesso Montella) e del suo canale di traffico sull’asse Milano-Piacenza». Intercettati grazie al trojan inoculato nel telefonino del carabiniere, Montella e un pusher, Megid Seniguer, elogiano la qualità dell’hashish che stanno trattando.

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In particolare, Seniguer ne sottolinea la versatilità, facendo riferimento a un suo conoscente, tale J., che – è scritto nero su bianco nell’ordinanza – «dopo aver messo la sostanza in forno, la spacciava a 13 euro al grammo». La persona in questione è un insegnante privato di lingua inglese, che non risulta indagato nell’ambito dell’inchiesta in oggetto. Stando, però, a una serie di intercettazioni, si evince come pure l’insegnante di inglese sia legato ai pusher del gruppo guidato – secondo gli inquirenti – da Montella e Giardino. Nel corso di una conversazione che avviene tra il carabiniere e Seniguer, inoltre, emerge il progetto monopolistico dell’appuntato. Montella dice a Seniguer «di essersi già messo d’accordo con Daniele Giardino per fare in modo che, una volta giunto a Piacenza, l’hashish fosse smerciato esclusivamente da lui, in modo da eliminare la concorrenza e assicurarsi la piazza di spaccio», è riportato nell’ordinanza.

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