di Giancarlo Tommasone

Non chiamiamola veranda abusiva, a precisare i termini della querelle è proprio il sindaco di Quarto, Rosa Capuozzo. Lo abbiamo contattato nel primo pomeriggio. Tutto pronto per il ricorso al Consiglio di Stato, contro la sentenza del Tar. Il Tribunale amministrativo regionale ha respinto l’opposizione prodotta dal marito del primo cittadino (l’abitazione in cui è stato rilevato il presunto illecito, il consorte di Capuozzo la ha ereditata dal padre) e ha di fatto decretato l’abbattimento dell’ormai famoso sottotetto.
«Chiariamo per l’ennesima volta la questione – afferma Capuozzo – Si tratta di un cambio di destinazione d’uso, i termini della vicenda sono ormai noti a tutti e produrremo opposizione in seguito alla sentenza del Tar. Poi oltre a muoverci sul piano prettamente urbanistico, ci sarebbe l’intenzione di battere anche la strada ‘legale’».

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Il Tribunale amministrativo regionale della Campania
Il Tribunale amministrativo regionale della Campania

Il caso, è vero, esula dall’edilizia e dai presunti abusi ed ha natura puramente politica. Il terremoto mediatico prodotto in seguito alla questione, ha decretato l’allontanamento del sindaco di Quarto dal Movimento 5 Stelle. Ma non il suo addio alla politica, tutt’altro. La sentenza del Tar è solo il pretesto per chiederle se voterà per i suoi ex colleghi di movimento alle prossime parlamentarie. A settembre scorso, quando ancora non era stato individuato il leader del M5S, avevamo già rivolto la stessa domanda al sindaco, ipotizzando la candidatura a premier di Luigi Di Maio (come del resto è avvenuto). In tale occasione Capuozzo dichiarò che non lo avrebbe mai votato.
Ma adesso è cambiato qualcosa? «Assolutamente no, anzi. Io non voterò mai e poi mai per Di Maio e per quello che è diventato il Movimento», afferma. «Pur essendo legata ai principi originari di quello che fu, in passato, il soggetto politico, oggi non mi ritroverei in quello che è diventato un partito, senza comunque avere le caratteristiche e l’esperienza per definirsi tale. Stiamo parlando di persone, che senza avere la formazione adatta e senza aver fatto step graduali, vengono proiettate allo sbaraglio con la presunzione di guidare il Paese. D’altronde, – continua – se, all’epoca dei fatti, avessi avuto una struttura forte alle spalle, non sarebbe successo quello che poi è successo».
E quindi, per chi voterà Rosa Capuozzo alle prossime parlamentarie, per il Pd?
Ride di gusto, poi si schermisce: «Non lo so a chi andrà la mia preferenza. Sono abituata ai movimenti di base, a quelli in cui le scelte sono prese insieme e non vengono calate dall’alto». Magari potrebbe scegliere un movimento antagonista, se si sente mossa da tale spirito di sinistra, ne sono nati un paio a Napoli che potrebbero fare al caso suo. «Napoli è una città molto in fermento da questo punto di vista, come lo è anche Quarto. Posso dire soltanto che continuerò ad appoggiare la politica che nasce dalla base».