giovedì, Agosto 11, 2022
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Capri, sequestrato il Lido «Nettuno»: 17 indagati

Il complesso balneare “Nettuno” ad Anacapri, in prossimita’ della Grotta Azzurra, e’ stato posto sotto sequestro questa mattina dai finanzieri della Tenenza di Capri intervenuti con personale dell’Ufficio Circondariale Marittimo della Guardia Costiera di Capri. Il decreto di sequestro preventivo, emesso dal Gip del Tribunale di Napoli su richiesta della locale Procura della Repubblica, riguarda una struttura immobiliare ubicata della superficie di circa 4.000 mq e che si sviluppa su terrazzamenti degradanti con fronte visivo di quasi 30 metri. Sono stati notificati contestualmente 17 avvisi di garanzia.

Tra gli indagati il proprietario del lido Nettuno, i direttori dei lavori nonche’ i dirigenti ed i funzionari dell’Ufficio tecnico comunale di Anacapri, i componenti della Commissione locale per il paesaggio e della Commissione edilizia di Anacapri, funzionari e tecnici della Soprintendenza per i beni architettonici, paesaggistici, storici ed artistici di Napoli. Secondo quanto emerso dalle indagini, coordinate dalla Sezione reati ambientali della Procura partenopea, i lavori di ristrutturazione e riqualificazione eseguiti a partire dal 2014 presso il complesso immobiliare, ultimati nel marzo 2016, sarebbero stati eseguiti sulla base di permessi illegittimi, in violazione della normativa che consente solo interventi di manutenzione mentre qui risultano realizzate ex novo stanze e un appartamento per accoglienza di tipo alberghiero.

Raffaele Perrella, imprenditore e proprietario della struttura “Nettuno” di Anacapri, in una nota sottolinea di essere rimasto “interdetto” dal provvedimento. “Noi ci siamo sempre avvalsi della consulenza di professionisti dalla massima serieta’ – spiega – e anche di quella di importanti nomi a livello internazionale del mondo del design. Abbiamo sempre invitato sia a voce, e anche per iscritto, di venire e controllare l’opera che stavamo realizzando. E i controlli si sono susseguiti ripetutamente in questi anni dal 2015, da parte di molti settori dello Stato. Spero che chi di doveri indaghi e definisca quanto prima la nostra posizione. Sono sereno perche’ non ho mai fatto pressione di nessun genere e ci siamo sempre attenuti ai pareri dei tecnici, sovrintendenza e quanti altri hanno esaminato il lavoro al Nettuno”. 

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