L'arresto di Walter Schiavone, il 7 febbraio 2017
L'arresto di Walter Schiavone, il 7 febbraio 2017

Il traffico di prodotti caseari gestito da un prestanome per conto del figlio di Sandokan

I Casalesi imponevano l’acquisto della mozzarella del clan ai ristoratori casertani; e fin qui non c’è sorpresa (o quasi). Ma non solo, secondo quanto emerge da un interrogatorio del pentito Attilio Pellegrino rilasciato a maggio del 2014 e agli atti nell’ultima inchiesta sui Casalesi del giugno 2021, l’organizzazione criminale casertana aveva «invaso» Capri e Ischia con i propri prodotti caseari acquistati sottocosto e rivenduti a un prezzo maggiorato.

Il tutto era organizzato da Walterino Schiavone, figlio di Francesco (detto Sandokan), tramite un prestanome, Antonio Bianco detto Mammut che operava per conto del clan e che acquistava la mozzarella di bufala e il fiordilatte in una cooperativa locale. Mozzarella che poi veniva inviata nelle isole di Capri e Ischia ma anche in altre parti d’Italia. «Walter – si legge dal verbale dell’interrogatorio – ha acquisito il monopolio in questo settore grazie alla spendita del nome del padre Sandokan e le posso dire che Antonio “Mammut” è anche dedito al traffico di stupefacenti. Tutte queste circostanze le ho sapute direttamente da Antonio che abita accanto alla casa di mia suocera a Villa di Briano».

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Walter Schiavone a casa di Antonio Bianco

Pellegrino spiega ancora di aver visto «più volte Walter Schiavone andare a casa di Antonio e posso dire che il Mammut ha un tenore di vita molto alto pur non avendo redditi leciti». Un racconto poi precisato meglio in un secondo interrogatorio nel mese successivo. «Nel 2010, dopo essere uscito dal carcere, mi sono accorto che Antonio si era ingrandito nel senso che aveva dei furgoni e l’attrezzatura per la distribuzione di mozzarelle». Pellegrino, meravigliato della «carriera» di Bianco chiede delucidazioni allo stesso il quale gli ha confermato «che stava lavorando per conto di Walter Schiavone, figlio di Francesco, e che si occupava della distribuzione e dell’imposizione della mozzarella visto che si presentava presso i vari punti vendita del posto e fuori zona a nome del figlio di Sandokan». Walterino, inoltre, acquistava il prodotto dai caseifici a un prezzo molto più basso agevolato dal fatto di essere il figlio del superboss.

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