La cappella eretta in memoria del baby-boss Emanuele Sibillo

Il legale della madre del baby-boss ucciso nel 2015 interviene nella discussione su murales e «altarini» della mala

Infiamma la polemica sui murales e gli «altarini» eretti a Napoli in memoria di baby-boss e rapinatori uccisi. Nelle scorse ore, sulla vicenda è intervenuto anche Rolando Iorio, avvocato della madre di Emanuele Sibillo, il capo della cosiddetta «paranza dei bambini», ammazzato all’età di 19 anni, nella notte del 2 luglio 2015, in Via Oronzio Costa a Forcella. Sibillo, come più volte documentato da Stylo24, è diventato – ancor di più, dopo la sua dipartita – un simbolo «sbagliato» del ventre molle di Napoli.

Relativamente alla discussione che da mesi focalizza l’attenzione di inquirenti, politica e opinione pubblica, sulla rimozione dei murales e delle «cappelle votive» dedicate ai «caduti della mala», l’avvocato Iorio – intervistato nel corso di una trasmissione di Otto Channel  – ha dichiarato di non saper nemmeno immaginare « cosa potrebbe succedere se ci fosse la rimozione forzata di questa edicola votiva. Penso che la famiglia si opporrà in tutti i modi anche perche è una costruzione in un’area privata».

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Iorio si riferiva alla cappella realizzata per Emanuele Sibillo, in cui si trova anche un busto in gesso del baby-boss di Forcella e originario di San Biagio dei Librai. Interpellato dal Mattino, ha detto poi, che nessuno, fino ad ora, ha chiesto la rimozione della cappella.    

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