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di Francesco Vitale

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Che fine hanno fatto i capolavori (13 in tutto per un valore di 500 milioni di dollari) rubati la notte del 18 marzo del 1990 dall’Isabella Stewart Gardner Museum di Boston? Difficile dirlo, visto che pure l’Fbi, che da quasi 30 anni lavora sul caso della più grande rapina d’arte messa a segno in America, non è riuscito a recuperarne neanche mezzo.

Anche se per quanto riguarda una delle opere scomparse, vale a dire
«Cristo nella tempesta sul Mare
di Galilea» di Rembrandt,
una traccia porta dalle nostre parti,
a Castellammare di Stabia

Ed ha a che fare con il presunto narcos Raffaele Imperiale, che al momento trascorre la sua latitanza a Dubai.

La pista comincia ad essere battuta con maggiore frequenza dalla scorsa estate, siamo a metà luglio, quando nel mirino delle forze dell’ordine, impegnate nell’opera di contrasto alla coltivazione di cannabis e al traffico di droga, entrano in particolare abitazioni rurali, in alcuni casi abitate saltuariamente dai rispettivi proprietari. E’ proprio lì, nell’area sovrastata dal Faito, come spiega un investigatore a Stylo24, che si spera di trovare il capolavoro di Rembrandt. «Ma le spedizioni per cercare di rintracciare il quadro in oggetto e altre opere d’arte – afferma la nostra fonte – vengono portate a termine già a partire dalla fine del 2016». Uno dei primi a battere la pista stabiese – come riportato da Stylo24 lo scorso 19 aprile – è stato il detective d’arte, Arthur Brand.

I capolavori utilizzati come merce di scambio

Secondo la sua tesi, quando ci sono quadri rubati, impossibili da esporre a causa della estrema riconoscibilità, sarebbero utilizzati dalle organizzazioni criminali come «valuta» pregiata , merce di scambio per imbastire e portare a termine trattative. E per tale motivo, quando nel 2016, in un casolare del rione Annunziatella di Castellammare e nella disponibilità di Raffaele Imperiale, saltano fuori due Van Gogh («La spiaggia di Scheveningen», del 1882, e «La chiesa di Nuenen», del 1884), Brand si stupisce proprio del fatto che all’appello manchi il Rembrandt rubato a Boston 28 anni fa. Per la cronaca, le opere del genio di Zundert, erano state trafugate dal Vincent Van Gogh Museum di Amsterdam, nel 2002.

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