venerdì, Ottobre 7, 2022
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«Canova e l’antico», a Napoli 110 opere del grande scultore

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Oltre 110 opere provenienti da tutto il mondo, tra cui capolavori eterni quali “Le Tre grazie”. È stata inaugurata ieri al museo Archeologico Nazionale di Napoli “Canova e l’antico”, la grande mostra dedicata al maestro italiano del neoclassicismo. Fino al 30 giugno si potranno ammirare 12 grandi marmi, tra cui le sculture che hanno reso Canova immortale attraverso i secoli. In mostra tante opere provenienti dall’Ermitage di San Pietroburgo che custodisce la più vasta collezione dello scultore. Tra questi l'”Amorino Alato”, “Ebe”, “La Danzatrice con le mani sui fianchi” e la leggendaria scultura delle “Tre Grazie”. Napoli è lieta di accogliere Canova che qui soggiornò a più riprese e che ispirò diverse opere al “novello Fidia”. Come ha ricordato Paolo Giulierini, direttore del Mann. “Non poteva che celebrarsi qui una mostra su Canova e l’antico. Qui c’è la genesi e la fonte d’ispirazione del maestro di Possagno. Ed è qui che abbiamo voluto ricostruire il suo atelier. Una mostra che sarà epocale per Napoli”, ha sottolineato. Articolata su due piani del Museo, la mostra presenta tutta la variegata produzione artistica canoviana, dal disegno, al bozzetto, al dipinto, al gesso, ai marmi.

Ferdinando IV di Borbone gli aveva affidato con lungimiranza la statua alta 3 metti che lo raffigura e che oggi troneggia nell’atrio del Museo archeologico nazionale di Napoli, l’edificio in cui aveva deciso di raccogliere la collezione d’arte ereditata dalla famiglia Farnese arricchita con le opere provenienti da Pompei ed Ercolano, proprio quelle opere che avevano ispirato al maestro veneto non una copia del classico ma un ripensamento che sarebbe diventato il nuovo classico. Eccezionali i prestiti prestiti, in cima a tutti quelli del museo statale Ermitage di San Pietroburgo, 6 delle 15 statue che esso custodisce, ma anche dalla Gypsotheca di Possagno e dal museo civico di Bassano del Grappa, che permettono di mettere a fuoco il rapporto dello scultore con il mondo classico e di comprendere l’ispirazione che ebbe dalle pitture e sculture ercolanesi che vide gia’ nel suo primo soggiorno in citta’ nel 1780; ma anche dai marmi farnesiani, studiati gia’ quando era a Roma e che erano stati trasferiti a Napoli proprio per volonta’ di Ferdinando IV. Marmi che sono all’origine di opere capitali di Canova, come l’Amore farnese, prototipo dell’ Amorino alato poi della collezione del principe Nikolaj Jussupov, che il pubblico in questa occasione potra’ confrontare.

 

Curata da Giuseppe Pavanello, tra massimi studiosi di canova, organizzata da Villaggio Globale International, la mostra fino al 30 giugno propone in un percorso che parte dall’atrio del museo per arrivare alla sala della Meridiana marmi, grandi modelli, calchi in gesso, bassorilievi, modellini in gesso e terracotta, tra cui quello appunto della statua di Ferdinando IV con un elmo in testa che ricorda raffigurazioni di Pericle, ma anche disegni e dipinti e tempere in dialogo con le collezioni permanenti dell’archeologico partenopeo. Oltre al nucleo di prestiti dall’Ermitage, c’e’ anche l’imponente statua, anche questa alta tre metri, de La pace, proveniente da Kiev, e l’Apollo che si incorona dal Getty Museum di Los Angeles, nonche’ la Maddalena penitente da Genova e il Paride del museo civico di Asolo. Inoltre ci sono gessi molto delicati come l’Amorino Campbell e il Perseo trionfante, restaurato quest’ultimo per l’occasione, provenienti da collezioni private. Restaurate, poi, nei laboratori del Mann tempere su carta che vengono da Possagno chiaramente ispirate alle pitture pompeiane.

L’esposizione e’ accompagnata da un catalogo edito da Electa, come il nu nuovo volume di avventure di Nico il bambino che accompagna i piu’ piccoli a scoprire l’archeologia, in questo caso canova, e’ un e una edizione speciale di Topolino in edicola dal primo maggio con la storia a fumetti Topolino Canova e la scintilla poetica. L’opera di Antonio Canova creo’ un nuovo linguaggio dell’arte europeo, il primo linguaggio comune al continente che pure viveva un momento di frizioni tra Stati. Eppure l’ideale del bello di Canova seppe conquistare regnanti anche in conflitto tra di loro, che spesso commissionavano allo scultore contemporaneamente opere. “Sono orgoglioso di questa mostra realizzata in uno spazio magnifico”, sottolinea Sergei Androsov, curatore per l’Ermitage della sezione arti occidentali che ribadisce come la collaborazione con il museo napoletano sia solida e importante e che portera’ anche a una mostra in Russia su Pompei. Per il presidente della Campania, Vincenzo De Luca, Canova rappresenta “un elemento di identita’ europea. Abbiamo ridotto l’Europa a conti di bottega, invece era questo, una cultura e un linguaggio comune”. La mostra ha il sostegno della Regione Campania e patrocinio del Comune di Napoli della Gypsotheca di Possagno e del civico di Bassano ed e’ realizzata in collaborazione con Ermitage Italia. All’inizio del percorso espositivo, infine, c’e’ una un racconto immersivo su Canova grazie a un’installazione multimediale.

 

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