Non ha diritto ad alcun risarcimento danni chi, dopo promesse di candidatura, non viene alla fine inserito nelle liste elettorali di un partito politico. Lo ha sancito la Cassazione, rigettando il ricorso di un ex militante di Forza Italia, che aveva citato in giudizio il partito, il suo leader Silvio Berlusconi e i coordinatori di Fi in Campania, per la “mancata attuazione di promesse di candidature in collegi sicuri e di incarichi istituzionali”.

Silvio Berlusconi

La Suprema Corte ha confermato il verdetto pronunciato dai giudici d’appello di Napoli: “l’offerta di candidatura ad incarichi elettivi rappresenta l’esito finale di una scelta insindacabile della persona che si ritiene piu’ idonea a rappresentare gli ideali e i valori che in un determinato momento caratterizzano la linea politica del partito, operata dagli organi cui per statuto e’ rimessa e, tra l’altro, esposta al continuo mutamento di numerosi e insondabili fattori”, si legge nella sentenza depositata dalla prima sezione civile di ‘Palazzaccio’.

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“In nessun modo – continuano i supremi giudici – nella promessa di una candidatura elettorale, formulate dai vertici del partito, nazionali e locali, sono configurabili i caratteri di un’aspettativa legittima, in termini di controprestazione (o di ricompensa) per le prestazioni rese dall’associato in favore del partito, seppur consistenti in esborsi di denaro, sfuggendo l’attivita’ politica alla logica della corrispettivita’ e non essendo configurabile alcuna patrimonialita’ delle prestazioni finalizzate ad attuarla”.

Infatti, “ipotizzando invece la vincolativita’ dell’offerta di candidatura e la coercibilita’ degli accordi assunti dai vari partecipanti al comune progetto politico – scrive ancora la Cassazione – si finirebbe per condizionare l’attivita’ dei partiti, interferendo nella formazione delle liste elettorali e, in definitiva, nella libera espressione del voto degli elettori, alla quale i partiti ‘concorrono’ esercitando una funzione strumentale di proposta e di raccordo tra i cittadini e le istituzioni”.