di Francesco Vitale

Tutti con la Lega, dal Pd a Forza Italia, passando da Casapound. È la campagna acquisti del Carroccio in Campania, che fa proseliti e candidati per le prossime tornate elettorali. Il coordinatore regionale, Gianluca Cantalamessa, sembra felice di aprire le porte ai transfughi (o magari «riciclati» di altri partiti). Cominciamo dalla provincia di Napoli, e precisamente da Casoria, che alle consultazioni per il rinnovo del Consiglio comunale vedrà alla guida di una coalizione di centrodestra formata da FI, FdI, Udc, e il Carroccio, appunto, l’avvocato Angela Russo.

Gianluca Cantalamessa e Matteo Salvini
Gianluca Cantalamessa e Matteo Salvini

La professionista, assessore presso la I Municipalità di Napoli, alle Politiche del 2018 si è presentata con Forza Italia, candidata al Senato. Quest’anno invece la troviamo sotto le insegne della Lega-Campania con Salvini. Spostandoci ad Avellino, nel gruppone «verde» a sostegno della candidata alla fascia tricolore irpina, Biancamaria D’Agostino, c’è anche il responsabile provinciale di Casapound.

Si chiama Giuliano Bello e l’anno scorso si è iscritto alla corsa per lo scranno più alto del Municipio proprio col partito di cui è presidente Gianluca Iannone. Quest’anno ci riprova (a Avellino si vota di nuovo dopo la caduta del sindaco pentastellato, Vincenzo Ciampi, sfiduciato a novembre 2018), ma da consigliere.

«Mi presento sempre da responsabile di Casapound – dichiara a Stylo24 – C’è continuità con il passato e convergenza di intenti con i candidati della Lega». Dunque, almeno a sentire Bello, poco è cambiato e poi potrà comunque continuare a contare sullo slogan «prima gli italiani». Ben diversa, invece, la situazione per la candidata consigliere, Elisabetta Barbaro.

Parliamo sempre delle consultazioni amministrative
del 26 maggio prossimo ad Avellino.

Barbaro quest’anno si presenta con la Lega, nello stesso schieramento di Bello, a sostegno di Biancamaria D’Agostino. L’anno scorso, per la tornata del 10 giugno, militava nelle fila, addirittura del Partito democratico (si schierò a sostegno di Nello Pizza). Sarà per questo, forse nel tentativo (vano) di «nascondere» i trascorsi dem, che sui manifesti fa scrivere Elisa, invece di Elisabetta. Del resto, attraverso lo slogan che utilizza, sembra «giustificare» il cambio di casacca: il coraggio di cambiare, la libertà di scegliere.