L’aumento delle scosse avvenuto nelle ultime settimane nell’area Ovest di Napoli sarebbe causato da un fronte di gas alto il doppio del Vesuvio.

Dietro, anzi, sarebbe proprio il caso di dire, sotto l’aumento delle scosse di terremoto di natura bradisismica che si stanno verificando con sempre maggiore frequenza nella zona dei Campi Flegrei, ci sarebbe una colonna di gas che risale da 2 km fino a 300 metri dalla superficie. Alta il doppio del Vesuvio che, attraverso il sistema idrotermale, genera uno scontro tra la pressione sottostante e il peso della superficie, che porta agli episodi cui si sta assistendo in questi giorni. Gli ultimi risalenti a meno di 24 ore fa. Tutto ciò secondo lo studio Hydrothermal pressure-temperature control on CO2 emissions and seismicity at Campi Flegrei, di nuova pubblicazione di “ScienzeDirect”, firmato da 13 ricercatori dell’Istituto nazionale di fisica e geovulcanologia.

Secondo quanto viene riportato nel documento, “i fluidi forniti dal magma immagazzinato in profondità causano disordini vulcanici perché possono causare pressurizzazione e riscaldamento dei sistemi idrotermali. Tuttavia le prove del processo sono rimaste sfuggenti. Qui vengono utilizzate osservazioni recenti (2010-2020) presso la caldera dei Campi Flegrei e interpretiamo la recente escalation della sismicità e delle emissioni di gas di superficie, come causata dall’aumento della pressione-temperatura nella parte superiore di un fronte di gas allungato verticalmente”.

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Alla base dei “terremoti di bassa magnitudo”, ci sarebbe, quindi l’aumento di pressione interno al sottosuolo che starebbe causando il trasferimento di energia dai fluidi alle rocce ospitanti. Purtroppo la difficoltà di accesso all’area, soprattutto quella all’interno della Solfatara, zona posta sotto sequestro dopo la morte dei tre turisti nel settembre 2017, non ha consentito ulteriori studi più approfonditi che possano portare a scoprire maggiori dettagli circa l’origine della enorme colonna di gas.

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