L'onorevole del Pd Lello Topo e Stefano Caldoro, candidato presidente del centrodestra in Regione Campania

Il deputato dem ha distrutto la corrente di Salvatore Piccolo con un gioco di alleanze spregiudicato e (finora) vincente.

L’onorevole del Pd Lello Topo, lo «sfasciacorrente», come lo chiamano affettuosamente tra Napoli e Roma, gioca d’anticipo e piazza un piede in Italia viva per le prossime regionali, prima di essere isolato nei dem. Porta la sua firma la candidatura dell’ex forzista attuale assessore di Villaricca (città natale di Topo) Francesco Guarino, frutto di un patto di ferro tra Matteo Renzi e il deputato villaricchese, nonostante la ferrea opposizione del partito campano. Non riuscendo a mantenere gli impegni presi durante le europee 2019 per il sostegno al fido amico Giosi Ferrandino vira su Italia viva e in un batter d’occhio distrugge la corrente da cui deriva ovvero quella di Salvatore Piccolo.

Facciamo un passo indietro: una delle prime vittime immolate da Topo per salvarsi è stato l’ex sindaco Venanzio Carpentieri, che era considerato da Renzi (ai tempi in cui il Matteo fiorentino era il più amato d’Italia) un cavallo su cui puntare, piazzandolo all’insaputa del diretto interessato alla segreteria provinciale napoletana del Pd (mentre Renzi lo voleva a Roma), per poi scaricarlo e metterlo ai margini di tutto.

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Stesso destino per Massimo Costa, che all’epoca accettò la segreteria provinciale di Napoli con la clausola che sarebbe stato candidato alle regionali del 20 e 21 settembre nel Pd in quota Topo, per poi essere scaricato il mese scorso. Così di quel che era la corrente piccoliana è rimasto nulla, se non Topo, che promette, ma poi strizza l’occhio a Renzi, ai Cesaro, a Cantone, a Richetti (con Azione civile di Calenda), a Caldoro (il suo più grande alleato nella legislatura dal 2010 al 2015, ma anche dal 2015 per fare la guerra a De Luca), a Spadafora.

A un mese dalle regionali però il vero problema di Topo porta il nome di Mario Casillo, con cui ai tempi delle europee aveva barattato l’impegno del capogruppo dem in Consiglio regionale per Ferrandino con il suo per la prossima tornata elettorale. E a quanto riferiscono fonti interne e accreditate Casillo avrebbe il dente assai avvelenato per il modo di fare del collega di partito. Soprattutto perché quel che resta degli adepti di Topo, avendo litigato con lo stesso voteranno Pd ma a sostegno dell’ex sindaco di Afragola Tuccillo.