L’analisi.

di Nico Lerre.

Un rigurgito civico scalda da mesi il quadrilatero del potere dal centro direzionale, altezza Bar Franco alle spalle del Commissariato di PS, luogo prediletto per le riunioni di sindaci ed amministratori provenienti dai lembi più lontani della regione con le anime silenziose del gotha del PD regionale, fino ai tavoli ben imbanditi di via santa Lucia tra le pizzerie e i ristorantini gli assessori e i dirigenti, sotto il palazzo del governo regionale. Un civismo che resterà liquido e di facciata, fino a che la candidatura del governatore uscente Vincenzo De Luca non verrà alzata come la teca di san Gennaro nel chiaroscuro dei suoi competitor, il ministro dell’Ambiente Sergio Costa, sceso in campo ufficialmente a capo del Movimento dei Pentastellati e l’antagonista tragico immolato da Forza Italia. Nell’attendismo delle reti civiche campane si consumano le combinazioni di alleanze vecchie nuove e degli imprenditori che saranno chiamati ad investire nella prossima campagna elettorale.

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Al momento sembra ci sia già uno schieramento più definito, ed è tra sindaci ed amministratori di centrodestra, sembra si siano già compattati ed attendono che il quartier generale di Forza Italia tiri le somme e indichi il nome del competitor. Ma nel centrosinistra come si naviga? Nei bei ricordi delle scorse elezioni regionali quello della forbice tra i 26 e 27mila voti di Cesaro e Mario Casillo qualcosa sembra sia cambiato. Se Cesaro e Casillo beneficiarono dell’effetto trascinamento dei due partiti Pd e Forza Italia tanto che raggiunsero una soglia del 20 %, discorso a parte meriterebbe il risultato di Sommese, l’erede di centro, che analizzato rispetto al dato di Ncd (6,45 a Napoli) suonerebbe quasi come la vera impresa di una politica che non tramonta mai. L’ex componente dell’esecutivo regionale riuscì a confermare i voti del 2010 nonostante la sconfitta e il crollo di consensi per la coalizione del centrodestra che passò dal 68% al 41 %. Il consigliere comunale partito da Cimitile, Sommese, bissò i 22mila voti dei cinque anni precedenti.

Questa mattina gli abbiamo chiesto: la sua lista civica dove punta? “Sono un uomo di centro e ho affrontato stagioni significative per il Paese e per la nostra regione guidando la Margherita prima e per un periodo anche il PD, non potrei radicalizzare le mie scelte, resto un riformista moderato”. Ciò che è certo, è il suo lessico democristiano, tipico di quella megalodontica cupola che ha governato ed amministrato per 50 anni il nostro Paese. Il più votato in Rinnovamento Italiano nel collegio di Napoli nel 2005, eletto, diventa presidente della commissione permanente che si occupa di urbanistica, lavori pubblici, trasporti e componente della commissione ambiente. Nel 2009 candidato al parlamento europeo eletto, ma opta per restare al Consiglio regionale, poi assessore di punta al Turismo e allo Sviluppo del Territorio con la passata Giunta Caldoro – ci piacerebbe capire meglio quali riferimenti della sua esperienza interessano a Vincenzo De Luca, Sommese fu uno dei protagonisti a cui Ciriaco De Mita affidò la strategia di ancoraggio nel governo di centro destra nel pieno della partita del Fondi europei PO FESR 2007-13 – “Non ci sono molti dubbi – ha dichiarato-, se il centro destra schiera Stefano Caldoro, se ci sarà il Ministro Costa per il M5S e Vincenzo De Luca nessuno farà cappotto, ma potrebbero esserci delle soprese” tipo nel PD? Se il Pd è compatto a sostenerlo no, – dichiara – a proposito gli chiediamo: come è finita con la storia del “patto anti De Luca” di Topo e Casillo? Lello Topo deputato del PD, alimenta ancora la sua visione della rivolta dei figli contro i padri: Antonio Bassolino e Vincenzo De Luca? L’uno con i suoi pupilli (Valeria Valente, Andrea Cozzolino, Massimo Paolucci, Antonio Marciano) nella gestione del partito proiettati sulla città metropolitana di Napoli.

Dall’altro lato, il presidente De Luca che ormai ha piazzato nei posti chiave della Regione Campania tutti fedelissimi (salernitani) tenendo fuori i consiglieri regionali. Contro un Pd balcanizzato da due figure come i tiranni della buona vecchia madre URSS come agli inizi degli anni duemila, due avversari come Lello Topo (già presidente della commissione Sanità in Consiglio regionale) e Mario Casillo (capogruppo del Pd in Consiglio regionale) hanno già ingoiato mesi di colpi ai fianchi silenziosi e di dichiarazioni di non belligeranza – ma oggi secondo lei, Lello Topo appoggerà sine conditio Vincenzo De Luca? Sommese: “I litigi tra ex e nuovo capogruppo del Pd in Consiglio regionale hanno avuto come unico effetto l’indebolimento del loro peso contrattuale in termini di nomine e incarichi e in un PD già aggravato da una generale crisi della partecipazione anche in relazione alle vicende romane. Topo sogna una sorta di alleanza “antiDeLuca, mentre personalmente non sono avvezzo a sognare io resto con i piedi per terra, per esempio penso che bisogna guardare con attenzione a come si muove palazzo San Giacomo e tutto quel terreno fertile di vero civismo che a Napoli come nell’immediata rete metropolitana possono costituire il vero effetto sorpresa, io resto a disposizione del centro – un uomo di legami ed alleanze (ndr) – come ho sempre fatto”.