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Gran parte dei 550 Comuni in Campania adotta strumenti urbanistici obsoleti: solo 71 (il 13% circa) hanno approvato un Piano urbanistico comunale (Puc). I restanti 479 hanno adottato un Piano regolatore generale, un Programma di fabbricazione o sono addirittura privi di uno strumento urbanistico. I Comuni che non hanno avviato alcun procedimento sono il 33% circa. Sono alcuni dei dati emersi dalla ricerca “Lo stato dell’urbanistica in Campania 2017” finanziata da Ance Campania e realizzata dalla Scuola di Governo del Territorio presentata oggi in Acen, che accorpa i dati raccolti in un sistema informativo geografico, successivamente aggiornabile.

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“E’ sconfortante che solo 71 Comuni su 550 abbiano il Puc vigente. Non e’ piu’ possibile rinviare il fondamentale lavoro della pianificazione comunale, per le ricadute sull’assetto del territorio, sulla tutela e valorizzazione dei paesaggi, ma anche e soprattutto per lo sviluppo sostenibile dell’economia” ha sottolineato Gennaro Vitale, presidente dell’Ance Campania. “Sarebbe necessario un ammodernamento dell’intero impianto che regola la materia, favorendo processi di riduzione del consumo di suolo e di riqualificazione urbana”. “Il disordine urbanistico e l’abusivismo edilizio sono i principali temi da affrontare, prima di una nuova fase di pianificazione” ha detto Federica Brancaccio, presidente di Acen.

“Bisogna esperire le pratiche di condono inesitate e stimare l’attuale fabbisogno abitativo ed i connessi standard”. “L’obiettivo – ha sostenuto Brancaccio – e’ ridurre i tempi di elaborazione dei piani, in modo che rispondano alle mutazioni delle citta’ e alle reali esigenze della collettivita'”. Secondo lo studio, inoltre, sono decine i Municipi che hanno un ‘edificato’ difforme dagli strumenti urbanistici, con percentuali che oscillano tra il 30 e il 60%, fino a picchi del 67,66% del Comune di Giugliano, del 66,88% del Comune di Saviano e del 65,47% del Comune di Ercolano. A questo si aggiungono aree urbanizzate non previste nella pianificazione vigente pari a oltre 87 chilometri quadrati, un’area corrispondente alla meta’ dell’area “regolare”. Si stimano anche 50mila fabbricati abusivi, solo in parte condonati, in alcuni casi condannati alla demolizione, in altri acquisiti al patrimonio comunale, in contesti generalmente privi di opere di urbanizzazione primaria e secondaria.

 

L’assessore all’Urbanistica del Comune di Napoli, Carmine Piscopo, ha presentato il quadro della pianificazione prevista da Palazzo San Giacomo. In particolare, sono stati illustrati i “nuovi indirizzi del Puc. Il Comune di Napoli – ha detto l’assessore – sta mettendo a sistema il quadro delle programmazioni, delle varianti armonizzandole con il territorio progettato, con l’insieme degli interventi in corso e le mutate esigenze di previsione, partendo da quanto si discute oggi, in materia di modifiche del quadro normativo e in relazione al quadro comunitario di riferimento”.

Una spinta nella direzione corretta viene dalla Legge regionale 19 del 2017 che colpisce i Comuni che non adottano il PUC entro il 31 dicembre 2018 e non lo approvano entro la fine del 2019, prevedendo in caso di inadempienze anche il commissariamento. “Stiamo mettendo a punto un processo organico di riforma che riguardera’ l’intera Regione – ha detto Bruno Discepolo, assessore all’Urbanistica della Regione Campania – semplificando procedure e contenuti della pianificazione comunale, supportando le Amministrazioni locali e rifinanziando il capitolo dei contributi regionali per la formazione dei Puc. Se anche dopo queste misure verificheremo un’inerzia da parte degli Enti locali – ha sottolineato Discepolo – procederemo con l’attivazione dei poteri sostitutivi da parte della Regione Campania”.

 

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