lunedì, Ottobre 3, 2022
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Regione in vetrina a Dubai, ma gli Emirati Arabi bocciano la Campania

di Giancarlo Tommasone

La Campania e il turismo: per convogliare i flussi verso la nostra regione (secondo le modalità di incoming), l’Ente di Palazzo Santa Lucia, ha avviato una serie di partecipazioni a fiere nazionali ed estere. Si tratta di una serie di «vetrine» per mettere in mostra le bellezze, le attività ricettive, la storia e la cultura della nostra terra e invogliare a visitarla.

Con il decreto dirigenziale numero 9
del 18 gennaio 2018, è stato quindi approvato l’avviso pubblico per la manifestazione
di interesse a partecipare a quattro fiere

Si tratta dell’Itb di Berlino (svoltasi dal sette all’undici marzo del 2018); Mitt di Mosca (13-15 marzo 2018); Bmt Napoli (23-25 marzo 2018); Atm Dubai (Emirati Arabi Uniti) che si è tenuta dal 22 al 25 aprile 2018. L’attività è stata coordinata dalla Direzione generale per le politiche culturali e il turismo della Regione Campania, responsabile Rosanna Romano. Per quanto riguarda i costi della partecipazione a suddette fiere non è stato possibile riscontrare una sezione dedicata. E ciò non volge proprio a favore della politica delle trasparenza che gli enti locali dovrebbero sempre adottare. Ma lasciando perdere l’aspetto prettamente economico (assolutamente non secondario, parliamo in fondo sempre di soldi pubblici) andiamo a vedere in che modo si può rafforzare il flusso di turisti da Paesi stranieri verso la nostra regione.

La sede della Regione Campania a Santa Lucia
La sede della Regione Campania a Santa Lucia

L’incognita dei costi affrontati per la partecipazione alle fiere

Escludendo la vetrina napoletana, andiamo a considerare le rimanenti tre, vale a dire Berlino, Mosca e Dubai. Nei primi due casi la partecipazione potrebbe essere giustificata dal fatto che da quei Paesi europei, ultimamente c’è una certa fidelizzazione del flusso turistico verso la Campania. Discorso a parte, invece va fatto per gli Emirati Arabi Uniti. Da una ricerca di infomercatiesteri.it (agosto 2017), si rileva che il popolo emiratino di visitatori ha cominciato massivamente a recarsi in Italia in occasione dell’Expo 2015 di Milano e da allora il trend è considerato in crescita. Ad esempio nel 2016, solo per snocciolare qualche numero, le presenze dagli Eau nel nostro Paese sono state oltre le 157mila, con una spesa complessiva stimata di oltre 200 milioni di euro (più di 1.200 euro a testa). Attirano i visitatori degli Emirati Arabi soprattutto quelle che vengono considerate nel mondo le grandi città d’arte: Roma, Venezia e Firenze. Ma il trend sarebbe in aumento anche per Verona, Padova e Bologna. Particolare attenzione per Milano, la città della moda e dello shopping di lusso. A livello paesaggistico invece si preferiscono la Sardegna ed i laghi italiani (lago di Como e lago di Garda).

L’Italia Meridionale e la Campania tagliate fuori
dai flussi turistici provenienti dagli Emirati Arabi Uniti

L’Italia Meridionale resta alquanto sconosciuta e tagliata fuori dal flusso di incoming turistico, e con essa la Campania, fatta  eccezione, per la costiera amalfitana. Ma si tratta di minima cosa. Effettivamente ci chiediamo, come mai si cerchi di sollecitare, da parte della Regione, un mercato (quello emiratino), che tra l’altro, al momento punta al suo di incoming (con quelle che vengono definite mete del turismo mondiale come Dubai  e Abu Dhabi) e invece non si punti a rafforzare le entrare dagli Stati Uniti o da altri Paesi europei? Come a domandarsi: l’impresa di andare a partecipare a una fiera per il turismo a Dubai, vale la spesa?  La spesa, però, al momento resta un’incognita.

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