Le strutture extralberghiere contro la misura introdotta dal Governo

Atex, associazione che raggruppa numerose strutture extralberghiere tra penisola sorrentina, costiera amalfitana e isola di Capri sta invitando in questi giorni i propri iscritti a non accettare i clienti che intendano utilizzare per il pagamento dei servizi offerti il cosiddetto bonus vacanze. Ovvero la misura introdotta dal Governo nel tentativo di far ripartire il turismo in Italia dopo il lockdown.

Con il decreto Rilancio sono stati stanziati 2,4 miliardi di euro da destinare, sotto forma di incentivi, alle famiglie che volessero trascorrere le proprie vacanze in Italia. La domanda può essere presentata dal primo luglio al 31 dicembre 2020 dai nuclei familiari che hanno un indicatore Isee non superiore ai 40mila euro. La cifra cui si ha diritto varia da un minimo di 150 euro per una famiglia mononucleare ai 300 euro per una famiglia composta da due persone, fino ai 500 euro destinati a una famiglia formata da più di due componenti.

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È imbarazzante – commenta il presidente di Atex, Sergio Fedele aver previsto che gli ospiti verseranno alle strutture ricettive solo il 20 per cento dell’importo della vacanza mentre il restante 80 per cento sarà recuperato dall’operatore turistico esclusivamente attraverso il credito d’imposta. Una decisione che invece di agevolare le strutture turistiche, le zavorra costringendole a sostenere costi senza incassare, peraltro in un momento drammatico”.

È gravissimo – prosegue Fedele – che la misura principale destinata al turismo sia questo bonus cui è stata destinata oltre la metà delle risorse impegnate per l’intero settore. Non è certo un provvedimento come questo che risponde alle esigenze di una filiera al collasso. Poteva essere una misura complementare (se strutturata bene) ma non certo l’intervento principale”.

Non mancano poi i problemi burocratici con cui gli operatori si trovano ad avere a che fare. Tanto “complessi e pesanti” da richiedere “la consulenza di un commercialista“. Inoltre, una parte consistente di aziende extralberghiere risulterebbe esclusa dall’iniziativa a priori. Infatti, “al momento – conferma Fedele – né Governo né Agenzia delle Entrate hanno chiarito se i bed and breakfast che operano senza partita Iva possono beneficiare di questa misura. L’ennesima dimostrazione del fatto di come non si tenga in debito conto della tipologia di accoglienza che ha “generato” il settore extralberghiero, al momento ignorata ed esclusa da ogni misura di sostegno“.