In Campania, storicamente il Casertano e il Salernitano sono i due territori ad alta concentrazione di immigrati clandestini sfruttati come braccianti nel campi, e nel litorale domitio e nella piana del Sele in passato si sono registrate situazioni di criticita’, con sgomberi di campi abusivi, proteste tra gli extracomunitari e i residenti, e frizioni tra le due ‘parti’. Nonostante il territorio casertano continui a registrare una massiccia presenza di immigrati, non ci sono baraccopoli e neppure edifici occupati abusivamente.

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Uno di questi fabbricati e’ stato sequestrato e sgomberato dai carabinieri a Caserta lo scorso 15 maggio. Si tratta dell’ex Hotel Houston, una mega struttura all’uscita dell’autostrada di Caserta Nord, florida attivita’ imprenditoriale fino agli anni ’80 e poi abbandonata e diventata un rifugio per immigrati senza tetto e piazza di spaccio. All’atto del sequestro, i militari dell’Arma trovarono all’interno decine di extracomunitari e due famiglie rom con minori.

L’ex Hotel Houston

Situazione migliorata anche a Castel Volturno per quanto riguarda l’occupazione abusiva di edifici, anche se sempre incandescente a causa della massiccia presenza di migliaia di extracomunitari clandestini. L’ultima struttura occupata abusivamente da immigrati e’ stata quella di un altro albergo, l’American Palace, sgomberato nel 2010. Oggi circa il 90 per cento degli immigrati in quelle zone paga un fitto, seppur a nero, a proprietari italiani. Mentre una piccola parte, insieme anche a diversi cittadini italiani in condizioni economiche disagiate, occupa abusivamente abitazioni abbandonate nel corso degli anni sul litorale a ridosso del mare, ma si tratta di nuclei familiari in singoli appartamenti.

L’American Palace a Castel Volturno, sgomberato nel 2010

Allo stesso modo, baraccopoli che ‘ospitano’ migranti nel Salernitano non ce ne sono piu’. Un tempo Eboli, nella Piana del Sele, aveva una ‘microcitta” completamente abusiva a ridosso dei campi di pomodoro. Era il 2009, quando 800 uomini in divisa con mezzi speciali sgomberarono a San Nicola Varco di Eboli, la baraccopoli abitata da 1.000 immigrati, per lo piu’ clandestini. Sul litorale che va da Pontecagnano a Capaccio, pero’, segnalano i sindacati, insistono circa 3000 migranti che occupano abusivamente case fatiscenti, un tempo abitate ai villeggianti stagionali. Secondo fonti dei sindacati, gran parte di loro paga regolarmente le tasse. Con l’arrivo della stagione estiva, che significa raccolto, la stragrande maggioranza dei braccianti impiegati, pero’, sono immigrati che negli anni scorsi si sono sistemati in ripari di fortuna al di sotto degli alberi della folta pineta che costeggia il lungomare, in condizioni di degrado e senza servizi. Nel Napoletano, cosi’ come in Irpinia e nel Sannio, nessuna baraccopoli.