lunedì, Gennaio 24, 2022
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Campagna elettorale social, Mobilio (Pd) ingaggia un cacciatore di troll

Mr. Blast si descrive così: rispondo alla violenza verbale, con la violenza verbale

La comunicazione social è ormai sempre più diffusa e utilizzata in campagna elettorale, e ne fa largo uso anche la capolista Pd, Giordana Mobilio. I risultati diffusi dallo staff, evidenziano una notevole interazione con migliaia di like alla pagina Facebook, centinaia di «cuori» e di commenti anche al profilo Instagram di Mobilio. Una videointervista postata qualche giorno fa, ha fatto registrare più di 12mila visualizzazioni, le info-grafiche sono solitamente molto condivise dagli altri utenti. A guardare i numeri, lo staff sta seguendo il trend prevalente degli ultimi anni in tema di marketing elettorale, con ottimi risultati. E non si è perso d’animo nemmeno quando i profili ufficiali sono stati presi di mira da account fake e troll che dispensano offese, parolacce, testi confusi e fuori tema. La domanda è stata: come fare per limitare l’avanzata dei troll? E come procedere senza ricorrere ad agenzie specializzate ma semplicemente prendendosi gioco dei troll? La riposta, riferiscono dallo staff, è stata quella «di applicare alla comunicazione politica social la terza legge della dinamica. Così nasce Mr. Blast». Ma chi è Mr. Blast?. «E’ un cacciatore di troll – spiega lo staff di Mobilio». Hurin Thalion (Mr. Blast, appunto) si descrive così: «Sono un cacciatore di Troll. Rispondo alla violenza verbale, con violenza verbale. Alla volgarità, con volgarità. Alle cazzate, con altrettante cazzate. Sono scostumato, aggressivo, piantagrane. Non ho cultura, mai letto un libro, meno che mai un giornale. Non ho fidanzata, non ho amici, non ho interessi, non so cosa sia il mare. Passo la vita a scaccolarmi, e a cercar Troll, che sono un po’ come me. Soli. Sarà bello, vedrete. Ci faremo compagnia, ci offenderemo, ci massacreremo. Rimarremo ancora più soli. A scriverci cazzate e a pensare di essere onnipotenti.  Il confronto è una cazzata. ’Sti ppagliacciate ’e ffanno sulo ’e vive: nuje simme serie… appartenimme ’a morte».

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