Le immagini di una operazione anticamorra

L’operazione della Dia.

La Dia di Napoli ha notificato tre decreti di confisca, emessi dalla sezione misure di prevenzione del tribunale di Santa Maria Capua Vetere Caserta, nei confronti di un 53enne, un 38enne, un 74enne, un 69enne e 43enne. Si tratta di imprenditori casertani attivi in diversi settori (edile e tecnologico) ritenuti contigui al clan dei Casalesi, fazione Zagaria. Le indagini svolte dalla Dia hanno consentito non solo di ricostruire il loro assetto patrimoniale, ma anche di delineare la loro “pericolosità qualificata”, derivante dai rapporti emersi con il clan nel settore della gestione degli appalti all’interno dell’Azienda ospedaliera S. Anna e S. Sebastiano di Caserta.

I decreti di confisca, che seguono quelli di sequestro eseguiti tra il 2015 e il 2016 su proposta del procuratore di Napoli, hanno interessato beni risultati nella disponibilità diretta e indiretta degli imprenditori e riguardano quote societarie (imprese operanti nel settore edile e delle forniture sanitarie) e immobili con sede nella provincia di Caserta, nonché numerosi rapporti finanziari per un valore complessivo stimato in oltre 6,5 milioni di euro.

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L’inchiesta giudiziaria, per la quale sono stati già condannati, nel marzo scorso, dalla Corte di appello di Napoli a pene che vanno dai sette agli otto anni di reclusione, aveva accertato la piena operatività del clan all’interno della struttura sanitaria, facendo emergere “una pervasiva e consolidata rete di connivenze e collusioni venutasi a creare con appartenenti al mondo della pubblica amministrazione, della politica e dell’imprenditoria, che garantiva il controllo e la gestione, in regime di assoluto monopolio, degli appalti e degli affidamenti diretti di lavori all’interno dell’ospedale casertano”.