Il boss latitante Pasquale Scotti
Il boss Pasquale Scotti arrestato ed estradato dal Brasile

di Giancarlo Tommasone

Non basta. Assolutamente no. Quanto dichiarato da Pasquale Scotti, aspirante pentito, è stato giudicato dai magistrati non sufficiente a fare chiarezza su anni e anni di camorra, omicidi, trame oscure che hanno chiamato in causa più volte, anche la politica.

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Pasquale Scotti

Il pool anticamorra coordinato dall’aggiunto Giuseppe Borrelli
ha deciso di non chiedere, per Scotti, l’applicazione definitiva del programma
di protezione. Nel 2016, ‘O Collier, così
lo si conosce all’anagrafe della mala, comincia a parlare

Il boss della Nco, Raffaele Cutolo nel corso di un’udienza in tribunale

Da lui, arrestato nel 2015 in Brasile, ci si aspetta un contributo importante che possa gettare luce su episodi di primo livello della storia della camorra, su snodi principi che finiscono per forza di cose, per intrecciarsi con un’altra storia, quella della Nazione. Scotti, originario di Casoria, ex braccio destro del padrino Raffaele Cutolo, era stato chiamato a fornire elementi (o meglio si è offerto di fornirli) per venire a capo di episodi misteriosi e inquietanti.

Quando i misteri della camorra
si intrecciano con quelli della Nazione

Tra essi l’omicidio del capo della Mobile Antonio Ammaturo, assassinato dalle Brigate Rosse il 15 luglio del 1982 insieme all’agente di polizia Pasquale Paola; il rapimento dell’assessore regionale Ciro Cirillo; il delitto del banchiere di Dio, Roberto Calvi; la morte di Vincenzo Casillo, alias ‘o Nirone; il presunto interessamento da parte del professore di Ottaviano per la liberazione dell’onorevole Aldo Moro. Secondo quanto ha confermato lo stesso Cutolo, ascoltato dai magistrati su quest’ultima vicenda, ci sarebbe stato un intervento massivo della politica (e dei servizi considerati deviati) affinché il numero uno della Nco, non si muovesse per addivenire alla scoperta del covo e per salvare la vita del presidente della Democrazia cristiana.

L'ex assessore regionale Ciro Cirillo
L’ex assessore regionale Ciro Cirillo nella foto diramata dalle Brigate Rosse

Ma, come Stylo24 scriveva dieci mesi fa,
il contributo di Pasquale Scotti è stato esiguo

Marginale, per niente sufficiente a squarciare il velo di mistero sui fatti appena riportati. Un pentimento più mediatico che dalla valenza giudiziaria quello di Scotti, estradato in Italia a marzo del 2016. ‘O collier è diventato collaboratore di giustizia pochi mesi dopo. Secondo l’aura di mistero che lo ha accompagnato durante una latitanza durata ben 31 anni, una volta svelate, quelle verità avrebbero messo in discussione anni e anni di Stato malato, attaccato al cuore – giusto per usare un termine ricorrente nel lessico Br – dai presunti rapporti esistenti tra politica, servizi e camorra. Come hanno riportato Il Mattino e la Repubblica, il pool anticamorra coordinato dal procuratore aggiunto Giuseppe Borrelli, ha deciso dunque di non chiedere che per Pasquale Scotti si applichi il programma definitivo di protezione. Continua così a restare nell’ombra un lungo periodo di misteri, il silenzio si fa ulteriormente assordante su dinamiche da spy story. Con l’unica differenza che non si tratta di fantasia e di romanzi di spionaggio. Qui abbiamo a che fare con la realtà, tra le più inquietanti.

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