La guerra contro i Mazzarella.

Vincenzo Amirante, ras della cosiddetta ‘paranza dei bambini’, dal 2016, dopo il suo arresto, è un collaboratore di giustizia. E i suoi racconti contribuiscono a far luce sulle logiche criminali del centro storico napoletano. Così come sui rapporti che la cosca criminale attiva a Forcella aveva con il clan Rinaldi. “I rapporti con i Rinaldi li avevamo già quando noi eravamo solo il clan Amirante-Sibillo, prima di formare un’unica cosa con i Giuliano e i Brunetti. In particolare i rapporti con i Rinaldi, all’epoca del clan Amirante-Sibillo, erano curati da mio figlio, Salvatore”. A riportare le parole di uno dei pilastri del clan è l’edizione odierna di ‘Cronache di Napoli’. Ma la notizia e i relativi stralci dei verbali, erano stati anticipati dal sito online Internapoli.it.

“Mi riferisco al periodo precedente all’arresto di Maurizio Ferraiuolo. A mio figlio i Rinaldi erano stati presentati da Garofalo Vincenzo che stava con Ferraiuolo. I rapporti all’epoca con i Rinaldi erano con Ciro Rinaldi, Sergio Grassia, ‘Bizzeffe’, ‘o pop’, Maddaluno Raffaele (…). Volevamo prenderci la ‘Maddalena’. Inizialmente gli accordi erano che loro ci avrebbero aiutato a prendere la ‘Maddalena’, poi invece, decisero che dovevano avere una quota anche loro”.

L’obiettivo principale dell’alleanza era quello di eliminare i Mazzarella. “Gli accordi erano che chi di noi avesse incontrato un Mazzarella avrebbe organizzato per colpirlo anche avvalendosi degli altri gruppi alleati. Gli incontri avvenivano nelle scale del palazzo di Ciro Rinaldi (…) abbiamo fatto scorrerie armate insieme ai Rinaldi quando mio figlio era libero”.

Ma l’alleanza a un certo punto si rompe. E lo stesso Amirante racconta il motivo: ovvero il rifiuto di corrispondere ai Rinaldi una parte dei soldi che il clan incassava nella ‘Maddalena’. Da quel momento, anche con l’aiuto della famiglia Brunetti, la cosca del Rione Villa cominciò a colpire gli Amirante.

Nelle dichiarazioni del ras, anche il rapporto tra i Rinaldi e il clan Formicola, che opera a San Giovanni a Teduccio, come confermato da altri collaboratori di giustizia dello stesso clan Mazzarella. Che hanno rivelato come nel cartello riconducibile ai Rinaldi, attivo nella periferia orientale di Napoli, ci fossero anche famiglie come i De Luca Bossa, i Minichini e gli Schisa, di Ponticelli, e gli Aprea di Barra.

1 commento

Comments are closed.