di Giancarlo Tommasone

Vittima di estorsione, perché deve restituire al clan più di 400mila euro, consumatore da oltre 20 anni, di cocaina, narcos per conto dell’organizzazione criminale, collaboratore di Luigi Del Prete, considerato elemento apicale del  gruppo che fa capo al cartello formato dai clan Orlando, Polverino e Nuvoletta. E’ il profilo di un 40enne, che viene utilizzato anche per «operazioni» da svolgere in Sardegna e in Calabria. La circostanza emerge dall’attività di intelligence effettuata dai militari dell’Arma, nel corso delle indagini che sono poi sfociate nell’operazione dello scorso 12 settembre.

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Sette gli arresti, gli indagati rispondono a vario titolo, di estorsione e di tentata estorsione, reati aggravati dalle finalità mafiose. Una delle operazioni che il «tossico» deve portare a termine è relativa alla consegna di un telefono «particolare», uno di quelli che non vengono intercettati dalle forze dell’ordine. Si tratta di un BlackBerry modello 9900 Bold Touch.

La consegna
del telefono «sicuro»,
nel centro
commerciale
di Cagliari

Viene consegnato al «contatto sardo» la mattina del 21 aprile del 2018, nel corso di un appuntamento fissato all’interno di un centro commerciale di Cagliari. Il capoluogo isolano è stato raggiunto dal collaboratore di Del Prete con un volo partito da Fiumicino alle 8.20, il volo di ritorno verso il «continente» è fissato alle 14.35.

La rete inaccessibile
del clan Orlando
Il ruolo dei malavitosi
albanesi

Ma perché il corriere porta il telefono al sardo? Perché quest’ultimo potrà poi messaggiare liberamente, senza paura di essere intercettato, con Luigi Del Prete. L’obiettivo è quello di imbastire un traffico di stupefacenti tra Marano e la Sardegna.

Il sistema BlackBerry
Le dichiarazioni
del collaboratore
di giustizia

Nell’ordinanza a firma del giudice per le indagini preliminari, Maria Laura Ciollaro, è scritto nero su bianco: «I telefoni cellulari BlackBerry sono diffusamente utilizzati dalla criminalità organizzata in quanto consentono di eludere le investigazioni, poiché il sistema di messaggistica è basato su un sistema di codifica ‘Gpg’ non decifrabile con le normali attività tecniche».

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e i contatti con la Colombia

A parlare del metodo BlackBerry, utilizzato dai clan di Marano, è il collaboratore di giustizia Teodoro Giannuzzi, nel corso di una deposizione datata 24 giugno 2016. La paternità dell’«invenzione» sarebbe da attribuire a malavitosi albanesi. «Il sistema  – dichiara Giannuzzi – è stato introdotto circa un anno e mezzo fa da Antonio Gala e a lui consigliato da due albanesi con i quali opera. I predetti (smartphone) erano comprati e preparati dagli albanesi, noi li compravamo per 1.200 euro circa».

Giannuzzi rivela al pubblico ministero che lo interroga, come attraverso detti dispositivi, non fosse possibile parlare, non si potevano cioè effettuare le classiche telefonate, poiché il microfono era stato rimosso. «Ognuno (chi lo utilizzava) aveva una password per messaggiare con uno o più utenti del gruppo. Spesso Gala faceva sostituire questi telefonini per paura di essere intercettato. Sette, otto mesi fa, questo sistema di utilizzo del BlackBerry è stato anche allargato agli Orlando», spiega ancora il collaboratore di giustizia. Che poi sottolinea come gli albanesi fossero «fortissimi nel settore. Come vi ho detto (gli albanesi) erano diventati molto amici di Antonio (Gala, ndr), ma credo che il canale della cocaina olandese fosse solo il loro».

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E tornando sull’utilizzo dei telefoni, il pentito dice ancora: «Gli albanesi avevano organizzato il sistema BlackBerry poi introdotto da Antonio Gala anche tra i carresiani (così è pure inteso il gruppo malavitoso maranese) per evitare intercettazioni».

Per sicurezza,
lo smartphone
doveva essere
cambiato ogni sei mesi,
e veniva utilizzato solo
il programma
di messaggistica

I telefoni venivano dati agli affiliati «già preparati con codici già impostati per messaggi, cioè il BlackBerry che mi veniva dato era reimpostato con dei codici che mi permettevano di messaggiare solo con le persone che avevano deciso Gala e gli albanesi». Si tratta di un gruppo molto ristretto formato da cinque contatti, o codici. Il telefono, afferma infine Giannuzzi, «mi veniva cambiato ogni sei mesi».