Nelle foto, i carabinieri a Miano e il ras Gaetano Cifrone

Retata dei carabinieri dopo la recente escalation di violenza: gli indagati sono accusati di camorra, droga, minacce ed estorsione. Due uomini sono però al momento sfuggiti al blitz

di Luigi Nicolosi

Scacco agli eredi del clan Lo Russo. Vasta operazione anticamorra nella periferia nord di Napoli, dove all’alba di oggi i carabinieri hanno eseguito 23 provvedimenti di custodia cautelare emessi dal gip su richiesta dalla Dda. Si tratta di persone ritenute dagli inquirenti legate al clan Cifrone, gruppo attualmente egemone nella gestione degli affari illeciti nei quartieri di Miano, Marianella, Chiaiano, Piscinola, Don Guanella, Colli Aminei e rione Sanità.

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I reati contestati dalla Procura, a vario titolo, sono quelli di associazione per delinquere di stampo mafioso, associazione finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti, estorsione, minaccia, detenzione e porto di armi e munizioni. Reati tutti aggravati dalla finalità di avvantaggiare il sodalizio camorristico. Complessivamente sono stati eseguiti 21 arresti. I militari sono sulle tracce di altre due persone che per il momento risultano irreperibili. Tra gli arrestati figurano anche i cugini boss Luigi e Gaetano Cifrone.

Le misure cautelari emesse oggi sono frutto di indagini condotte dai militari della compagnia Vomero. Gli investigatori sono riusciti a ricostruire il sistema mediante il quale il gruppo criminale ha sottoposto 11 esercenti ad estorsioni attraverso intimidazioni di stampo mafioso, imponendo loro la fornitura di generi alimentari e costringendoli, con la violenza, ad astenersi dal vendere nella zona sotto controllo del clan. Inoltre dovevano consegnare mensilmente somme di denaro al clan. Definita, infine, la struttura che gestiva il traffico e lo spaccio della droga.

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