Tra gli insospettabili anche un poliziotto.

Ivanohe Schiavone, 31 anni di Casal di Principe (Caserta), figlio del boss Francesco Schiavone detto Sandokan è indagato a piede libero per 512 bis codice penale (trasferimento fraudolento di valori al fine di eludere disposizioni di legge) e non solo: ieri mattina ha subito una perquisizione domiciliare presso l’abitazione paterna di via Bologna a Casal di Principe. “Ivanohe insieme ad Oreste Diana e Romeo Pellegrino avrebbe intestato fittiziamente a Renata, Alessandro e Salvatore Marino la titolarità di un’agenzia di scommesse a Trentola Ducenta al fine di eludere misure di prevenzione”, si legge nel provvedimento della Dda di Napoli, gip Pietro Carola del tribunale di Napoli. Quarantanove sono complessivamente gli indagati nell’inchiesta della Dda che ieri mattina ha portato all’arresto di 17 persone (due invece risultano irreperibili).

Nel registro degli indagati c’è anche l’altro figlio di Francesco Schiavone Sandokan, il collaboratore di giustizia Nicola Schiavone, mentre tra gli insospettabili figura anche un poliziotto, in servizio presso il commissariato di Giugliano in Campania. Gli interrogatori di garanzia saranno effettuati domani: nel collegio difensivo gli avvocati Paolo Caterino, Stefania Pacelli. La perquisizione dei carabinieri di ieri mattina è stata effettuata nell’abitazione dove il padre di Ivanohe, Sandokan fu arrestato l’11 luglio del 1998 dopo una lunga latitanza. Tra le accuse a carico degli arrestati: le estorsioni ad imprenditori dell’agro aversano, tra Aversa, Trentola Ducenta e Lusciano e lo spaccio di sostanze stupefacenti, tra il casertano (Trentola Ducenta, San Marcellino e Parete) e Napoli, fiumi di droga che arrivavano con l’aiuto di cittadini albanesi.