di Francesco Vitale

Una campagna «commerciale» a tappeto, quella messa in atto da Michele Imparato, ritenuto ras dei paglialoni, gruppo malavitoso del Rione Savorito, a Castellammare. Secondo quanto risulta da numerose intercettazioni (ambientali e telefoniche), Zi’ Peppe (alias di Imparato, ndr), titolare occulto (e di fatto) della ditta Effedi Antincendio, non risparmiava nessun commerciante, quando si trattava di imporre i suoi estintori, «ce la dobbiamo fare  a piedi (la zona stabiese), pezzo per pezzo. Magazzino per magazzino».

Le intercettazioni, il progetto del ras:
«Castellammare ce la dobbiamo
fare a piedi, pezzo per pezzo»

Nella richiesta di applicazione delle misure cautelari (sono state arrestate nove persone), emergono episodi di estorsione, ma pure la ricerca spasmodica di clienti. «A Castellammare, gli estintori dobbiamo metterli soltanto noi», dice più volte, intercettato, il 49enne.

Leggi anche / Racket degli estintori,
la vittima al boss: ti aiuto io con le altre aziende

Che, stando al brogliaccio allegato agli atti dell’inchiesta, mette nel mirino i titolari di piccole attività, pasticcerie, forni, ma pure alberghi e perfino una scuola. Imparato, sottolineano gli investigatori, prova (e in molti casi riesce) a scalzare la concorrenza, sfruttando la forza di intimidazione che proviene dalla sua appartenenza al sodalizio del Savorito. «Devo andare a vederla là, vedi Mimmo -Imparato si rivolge a Domenico Fortunato, anche lui indagato nell’ambito dell’inchiesta in oggetto – Mi devo prendere quella scuola, è di (un’altra ditta)». In una occasione, si arriva perfino a spedire la lettera di disdetta verso la società che fino a quel momento aveva fornito gli estintori a un imprenditore, per subentrare nel servizio.

Scrivono gli investigatori nella richiesta di applicazione delle misure cautelari: «Veniva contattato il cliente rifornito da altre ditte e dopo averlo “convinto” veniva preparato un modello realizzato ad hoc per la disdetta».

AIUTACI CON UN LIKE A MANTENERE
L’INFORMAZIONE LIBERA E INDIPENDENTE

«Stammi a sentire – dice al telefono Imparato a Fortunato – ora… urgentemente me lo devi fare, urgente. Piglia la disdetta, la metti nella busta. Scrivi la disdetta e chiudi la busta e la mandiamo a fare subito alla mail express».

Il profilo / La sfrontatezza del boss
degli Imparato: io non ho paura dei giudici

Il progetto di Imparato prevedeva di rifornire con i suoi estintori, non solo Castellammare, ma l’intero comprensorio stabiese e la zona dei Lattari, attraverso l’azione diretta, laddove ce ne fosse stato bisogno, dello stesso ras del Savorito. «Decidetevi, ma chi li deve fare questi estintori? Stavolta ci vado io e gli dico abbiamo deciso…, tutto a posto, non passa più nessuno da qua», dice Zi’ Peppe. Gli fa eco Fortunato: «E’ passato Attila». E il ras ribadisce: «E’ passato Attila. E’ finita per loro, diglielo».