Il boss Michele Imparato, detto Zi’ Peppe, destinatario di una delle 9 misure cautelari in carcere emesse dal gip di Napoli nell’ambito di una indagine dei carabinieri sul gruppo che da 20 anni gestisce il rione Savorito a Castellamamre di Stabia e che ha visto notificare anche 3 misure del divieto di dimora, puntava al monopolio della fornitura di estintori a Castellammare di Stabia. Un obiettivo perseguito anche attraverso la Effedi’, azienda di Domenico Fortunato, detto Mimmo, pure lui tra i destinatari di provvedimenti restrittivi, nella quale Zi’ Peppe risulta assunto.

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Le intercettazioni dei cellulari dei due e a bordo di una Fiat Punto van che e’ intestata alla ditta e in uso ai due rivelano agli inquirenti il dipanarsi del progetto. Anzitutto le conversazioni tra il boss e l’imprenditore, legato a Imparato da una amicizia pregressa di suo padre con il boss, consolidata da una gestione ‘allegra’ degli introiti dell’azienda da parte di Fortunato, cui Imparato mette riparo. “Tu oggi ti devi apparare…ti devi rimettere in carreggiata”, dice Imparato a Fortunato piu’ volte in conversazioni del marzo 2016. E nel ‘rimettersi in carreggiata’, c’e’ anche il recupero del rapporto con il padre Fiorenzo, titolare della Fort Antincendio, “cosi’ da creare un loro esclusivo rapporto di monopolio nel territorio stabiese”, annota il gip. Poi partono le pressioni estorsive ad aziende del settore per estrometterle e a imprenditori per aumentare i clienti. A novembre 2015, il boss gia’ ammoniva Domenico Fortunato: “A Castellammare estintori non li deve mettere nessuno piu'”.

 

Un mese prima, il disegno si era gia’ concretizzato imponendo a una ditta di trasporti locale di piazzare quelli della ‘famiglia’ sui loro mezzi, risolvendo il contratto decennale con un’altra ditta. Anzi, come si evince dalle intercettazioni ambientali, il titolare dell’impresa del settore mobilita’, dopo essersi informato sul socio occulto della Effedi’, ossia Zi’ Peppe, si propone di trovare altre 25 ditte come loro clienti. Poi Imparato si pone come obiettivo gli alberghi della costa stabiese, dai quali le altre ditte “se ne devono scappare proprio”; e l’azienda che vantava tra i suoi clienti proprio molti titolari delle strutture ricettive riferira’ agli inquirenti che a fine 2015 iniziano a piovere disdette ai suoi contratti “anomale”.

Le minacce di Imparato, forte anche dei suoi rapporti con il clan D’Alessandro, arrivano agli imprenditori della zona portuale di Castellammare, e anche li’ con successo. Tuttavia, in un cantiere navale, la vecchia ditta fornitrice di estintori, per vendetta, si porta via quelli della Effedi’, ma zi’ Peppe, provvede subito a far rientrare la protesta, minacciando di “rompere l’accordo e andare anche nella zona di Sorrento”.