Il blitz.

Da scene di un matrimonio a Gomorra. E’ accaduto a Gragnano (Napoli), dove una promessa di matrimonio in Comune si è trasformata in un’operazione dei carabinieri con i militari che hanno fatto irruzione mettendo sotto assedio la casa comunale per catturare tre uomini del clan Di Martino, sodalizio che controlla il crimine nei Monti Lattari con le estorsioni, la coltivazione, la trasformazione e lo spaccio della marijuana, business di un’area ribattezzata la “Giamaica d’Italia”.

I militari dell’Arma sono andati via dopo avere stretto le manette ai polsi a Michele Di Martino, uno dei rampolli della cosca della droga dei Monti Lattari e ad altri due affiliati, mentre le donne della famiglia urlavano e subivano malori per i quali è stato necessario l’intervento di due ambulanze del 118.

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Sulle prime, il grande clamore dei blindati che hanno circondato la sede del Municipio in via Vittorio Veneto e via Tommaso Sorrentino, aveva fatto pensare alla cattura del latitante del clan Di Martino, Antonio, fratello di Michele e figlio del boss Leonardo, detto ‘o lione, che è in carcere dal 5 dicembre del 2018, finito nella retata dell’operazione Olimpo, con cui sono stati decapitati quattro clan dell’area stabiese e dei Monti Lattari e che ha stretto le manette ai polsi anche all’imprenditore del latte, Adolfo Greco, prima scarcerato per le sue precarie condizioni di salut, poi di nuovo arrestato in seguito a una ulteriore indagine sull’ingresso nel settore del latte da parte del clan dei Casalesi, favoriti – secondo gli inquirenti – dalle attività dello stesso imprenditore stabiese.

La “primula rossa” dei Monti Lattari è inserito nella lista dei 100 latitanti più pericolosi e più ricercati d’Italia.

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