L'arresto del boss Carlo Lo Russo
L'arresto del boss Carlo Lo Russo

Centomila euro sono i soldi riciclati dalla camorra di Napoli, in particolare dal clan Lo Russo del quartiere di Napoli di Miano, in tre ristoranti sul lungomare della citta’. Soldi in contanti che per la procura arrivavano dagli affari illeciti della cosca, primo tra tutti il traffico di sostanze stupefacenti. E’ quanto viene contestato ai fratelli Luigi e Antonio D’Ari, medici prima vittime e poi diventati ‘amici’ del clan Lo Russo e a Domenico Mollica, ex cognato di Carlo Lo Russo, boss di Miano.

Lo stesso reato e’ imputato a Mariano Torre, uno dei killer di Genny Cesarano, il ragazzo 17enne del rione Sanita’ assassinato per errore nel corso di una sparatoria, che adesso e’ diventato collaboratore di giustizia. Indagata anche Raffaella Capuozzo, la moglie di Torre la quale riceveva tramite Mollica e la moglie di quest’ultimo Adriana Lo Russo, 8mila euro al mese per un totale di 70mila euro. Partendo dalle sue ricostruzioni si e’ arrivati ad individuare una parte degli affari del clan per riciclare i soldi. Parte da un verbale del 2 dicembre del 2017, della Capuozzo, la ricostruzione precisa e dettagliata di quella che e’ poi diventata l’ordinanza di custodia cautelare.

La consegna del denaro da parte dei fratelli D’Ari agli uomini del clan Lo Russo ripresa dagli inquirenti

“Ho conosciuto i medici, i fratelli D’Ari, in occasione del mio desiderio di operarmi al seno. Sono andata da loro a Villa Bianca accompagnata da Adriana Lo Russo, moglie di Mimmo Mollica. Sono andata da loro perche’ sapevo bene che erano loro i medici che avevano avuto i soldi di mio marito e che erano quindi i soci di mio marito nel ristorante, era quindi scontato che mi avrebbero trattato bene e non mi avrebbero fatto pagare, cosa che mi hanno detto di persona. Ricordo che mi dissero ‘state a casa vostra’ non dovete pagare niente”.

L’arresto di Mariano Torre

Quel ristorante era Regina Margherita, appartenuto ai fratelli Iorio, e acquistato dai fratelli D’Ari con un fitto di ramo d’azienda. La donna parla di altri incontri avuti e spiega di essere entrata nel dettaglio delle conversazioni inerenti i soldi. “Ci siamo incontrati per parlare dei soldi investiti nel ristorante, era nel periodo maggio-giugno scorso se ben ricordo, e Gigi disse che dovevamo avere pazienza che non ci aveva abbandonato, che aveva delle questioni burocratiche da risolvere e poi avrebbe chiuso tutta la cifra , cioe’ non avrebbe piu’ dato i soldi mese per mese ma l’intera somma . A me doveva dare 70 mila euro e cioe’ i 50 mila che avevo dato io piu’ altri 20 mila euro che erano il corrispettivo della macchina di mio marito che pure si era preso Gigi D’Ari. Oltre a questi soldi Gigi d’Ari doveva dare anche altri 50 mila euro a Mimmo Mollica sempre investiti nel ristorante, per questo dico che sono stati investiti 100 mila euro nel ristorante, cioe’ 50 mila che ho dato materialmente io ed altri 50 mila che ha dato Mimmo”.