Allarme racket a Napoli

I viaggi a Dubai con la convivente.

Lo scenario ricostruito dalla Dda di Napoli è quello di un cerchio, anzi, un cappio, che si è stretto sempre più intorno al collo di commercianti, imprenditori, ex titolari di aziende che hanno dichiarato il fallimento, per aver commesso l’errore di chiedere soldi in prestito a Gennaro Trambarulo, presunto boss del clan Mallardo, che adesso si trova in carcere con la compagna Carmela Pellegrini. Sarebbe lui il presunto regista di un sistema di prestiti a strozzo e racket imposto a esercizi commerciali e imprenditori napoletani. Come riporta un articolo del ‘Mattino’, a firma del collega Leandro Del Gaudio, sono due i casi finora ricostruiti dagli inquirenti e fanno riferimento a prestiti a usura che avrebbero raggiunto cifre fino a 250mila euro in più rispetto alla somma iniziale.

Gennaro Trambarulo

Due casi circoscritti sui quali dovrà esprimersi il Tribunale del Riesame nei prossimi giorni e che spingono la Procura di Napoli ad approfondire altri episodi sospetti. C’è chi è finito in ospedale, con le ossa rotte, limitandosi, poi, a denunciare un semplice incidente stradale, nascondendo vessazioni, pestaggi, minacce. Quelle che hanno costretto qualcuno persino a lasciare Napoli. Quelle che avevano quasi sempre una voce femminile. “Non me ne fotte dei problemi che hai avuto, portaci i soldi che ti abbiamo prestato, se non li tieni, venditi i figli, altrimenti te li ammazziamo, e portaci i soldi”.

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L’inchiesta ruota anche sui recenti viaggi all’estero di Trambarulo e della sua convivente. A ottobre scorso (e forse anche a luglio), infatti, i due si sono recati a Dubai. Luogo a prova di rogatoria. Secondo la Procura le trasferte servivano a far perdere le tracce in attesa della condanna all’ergastolo comminata dalla Corte di assise a Trambarulo per l’omicidio Di Gennaro. Una tratta da Secondigliano agli Emirati Arabi, passando per Nizza (fatta da uomo libero, precisano i legali), intorno alla quale proseguono le indagini, in attesa di scoprire altri eventuali vittime delle estorsioni.