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Operazione della Dia di Napoli contro il clan Moccia, conclusa con l’arresto di 45 persone. Tra queste, Luigi Moccia, figlio di Anna Mazza, vedova del boss Gennaro Moccia, deceduta  pochi mesi fa e a lungo a capo del clan. I Moccia da Afragola, area Nord di Napoli, hanno esteso il loro controllo del territorio a molti comuni limitrofi, penetrando anche nel capoluogo campano attraverso una serie di alleanze.

L’operazione “Leviathan” e’ frutto oltre che delle indagini del centro operativo partenopeo della Dia, guidato da Giuseppe Linares, anche della Squadra Mobile di Napoli e del Nucleo Investigativo Carabinieri di Castello di Cisterna, con l’ausilio della Guardia di Finanza. I destinatari della misura restrittiva devono rispondere, a vario titolo, di associazione mafiosa, detenzione di armi comuni e da guerra e relative munizioni, nonche’ episodi di estorsione aggravata e riciclaggio di ingenti somme di denaro.

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Ricostruiti gli assetti della cosca radicata, in ampie aree della provincia di Napoli (Afragola, Casoria, Arzano, Frattamaggiore, Frattaminore, Cardito, Crispano e Caivano, Acerra) e nel Lazio, a partire dal 2011 e fino a a oggi. L’inchiesta si e’ avvalsa anche di indagini tecniche con il contemporaneo monitoraggio di colloqui in carcere e il conseguente sequestro di alcuni manoscritti inviati da detenuti ai propri uomini di fiducia liberi, con il contributo di vari collaboratori di giustizia.

In particolare, e’ stato monitorato il gruppo di vertice del clan, formato da Anna Mazza, dal figlio Luigi, dalla figlia Teresa e da Filippo Iazzetta, oltre che dai cosiddetti ‘senatori’, affidatari delle direttive impartite dai capi. Confermata la rilevanza del ruolo assunto da Modestino Pellino, gia’ sorvegliato speciale con obbligo di domicilio a Nettuno e ucciso il 24 luglio 2012, subordinato solo a quello del capo indiscusso Luigi Moccia, a sua volta gia’ sottoposto a liberta’ vigilata a Roma, dove aveva da tempo trasferito i propri interessi.