Il rione Scanzano di Castellammare di Stabia (foto di repertorio)

di Giancarlo Tommasone

Alta tensione a Castellammare di Stabia, dove negli ultimi mesi è stata registrata una escalation criminale con diverse sparatorie. Sangue e piombo sono tornati a occupare le prime pagine dei quotidiani locali e a focalizzare l’attenzione di inquirenti e forze dell’ordine. Secondo quanto si apprende da fonti investigative, il principale scontro in atto, vedrebbe affrontarsi a colpi di pistola ambienti malavitosi di Scanzano e quelli del rione dell’Acqua della Madonna. All’origine di quanto sta avvenendo, una frattura tra i due gruppi che affonda le radici nel tempo; i D’Alessandro da una parte e i Fontana dall’altra. Nell’ultimo periodo lo scontro per il controllo delle attività illecite (droga, soprattutto) avrebbe trovato nuova linfa tanto da produrre una serie di episodi preoccupanti.

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Il boss Michele D’Alessandro

A Castellammare, l’ultimo fatto di sangue risale alla notte della scorsa domenica, quando un ragazzo incensurato di 19 anni, è stato centrato all’addome da una pistolettata esplosa da un sicario. Il ragazzo, ricoverato in ospedale in prognosi riservata, è figlio di un commerciante, non ha precedenti, ma – sempre secondo quanto riferiscono gli inquirenti – avrebbe frequentazioni con coetanei familiari dei D’Alessandro. Se esaminiamo la dinamica del raid, possiamo renderci facilmente conto di quanto assomigli a quelle di stampo camorristico. Chi ha agito, è entrato nel locale affollato, ha raggiunto l’obiettivo e ha portato a termine la sua missione. Al momento però, è tutta da ricostruire la causa dell’agguato.
Di chiara matrice camorristica apparirebbe invece un altro episodio registrato nella città delle Terme. Lo scorso 10 settembre due pregiudicati di 20 e 57 anni sono stati feriti da colpi di arma da fuoco in Via Viviani. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, il raid sarebbe avvenuto nell’ambito della lotta per il controllo dello spaccio di stupefacenti. Dieci giorni fa, invece, la polizia ha messo a segno un blitz contro la famiglia Fontana. Otto le persone raggiunte da misura cautelare con le accuse a vario titolo, di tentato omicidio, spari in luogo pubblico e porto illegale di arma da fuoco. Gli arresti rappresentano l’epilogo delle attività investigative messe in atto in seguito al ferimento con colpi di pistola di Gaetano Cavallaro, avvenuto a Castellammare a dicembre del 2016 all’esterno di un bar di corso Garibaldi. A margine altri fatti di sangue, quello registrato durante l’ultima festa dell’Annunziatella con il ferimento di due ragazze, lo scorso maggio; e quello più recente, il 15 gennaio di quest’anno, che ha visto protagonista un 54enne con precedenti penali, raggiunto da un colpo di arma da fuoco a un gluteo mentre, in pieno giorno, si trovava in Via Bonito.

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