L’intercettazione che ha portato in carcere il commercialista Alessandro Gelormini.

L’inchiesta sulle concessioni delle aree demaniali marittime di Castellammare di Stabia è ancora top secret, ma lambisce anche ambienti della camorra. A riportarlo è un articolo di ‘Repubblica’, a firma del collega Dario Del Porto, che fa il punto sulla vicenda che vede Salvatore Di Leva, amministratore delegato della ‘Alilauro Gruson’, con interessi nel settore marittimo, ma anche nell’ambito turistico, alberghiero e della ristorazione, nel mirino degli inquirenti.

L’accusa sarebbe di presunti “illeciti messi in atto unitamente ad altri imprenditori e, talvolta, avvalendosi di soggetti vicini agli ambienti della criminalità organizzata operante nell’area stabiese e della Penisola Sorrentina”, come si legge nell’ordinanza nei confronti del commercialista Alessandro Gelormini, trasferito dagli arresti domiciliari al carcere proprio nei giorni scorsi. Il 77enne professionista, accusato di corruzione nei confronti di due finanziari impegnato in una verifica fiscale, aveva contattato proprio Di Leva, per “concordare” una strategia comune, con un telefono che riteneva sicuro, non potendo sapere che a essere intercettato, in quel momento, era proprio l’imprenditore.

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