Risale al 17 gennaio 2014 la telefonata relativa ai biglietti omaggio in favore di persone ritenute legate al clan, vicenda che ha dato origine a uno degli addebiti contestati a Paolo Cannavaro da parte della procura della Figc. A chiamare e’ un tale Lello che, come sottolineano gli investigatori della Dia nella informativa trasmessa ai magistrati della Direzione distrettuale antimafia di Napoli, chiede al calciatore ”biglietti omaggio per una partita del Napoli destinati a due soggetti legati al clan Lo Russo di Miano.

Antonio Lo Russo al momento dell’arresto a Nizza, in Francia

L’uomo ”manifestava la necessita’ di mantenere il massimo riserbo”. Questo uno stralcio dell’intercettazione:

L: senti dobbiamo fare certi accrediti per certi amici della curva

P: Lello, io gia’ ne ho presi sei!!

L: e vedi di trovarne altri due!!

P: vedo se me li danno?

L: e vedi chi te li deve dare.. perche’ non possiamo fare una figura di merda, capisci a me!!

P: si! lo so! Lo so… ma se non li trova!!

L: ma tu sei il capitano!! …non siamo nessuno piu’ qua???!!!

Alla telefonata faranno seguito alcuni messaggi Sms in cui si indicano i nominativi dei beneficiari dei biglietti. ”Premesso che nulla di rilevante e minimamente censurabile puo’ essere dedotto dal fatto che Paolo Cannavaro si prodigasse per reperire due accrediti allo stadio S. Paolo – chiosano gli investigatori della Dia – , cio’ che invece ha spinto a segnalare la vicenda riguarda certamente i nominativi dei beneficiari dei biglietti della partita di calcio. Da accertamenti esperiti all’anagrafe comunale ed in banca dati SDI, infatti, le persone indicate con tanto riserbo da Lello sono risultate inesistenti con le date di nascita comunicate negli sms riportati nella presente. In realta’, pero’, gli stessi nominativi corrispondono a nomi conosciuti a questo ufficio, poiche’ corrispondenti a soggetti notoriamente affiliati e/o attigui al clan camorristico Lo Russo”.

I fratelli Esposito con alcuni calciatori del Napoli

Si tratta di un pregiudicato imparentato con il capo clan Antonio Lo Russo, all’epoca dei fatti ancora latitante), di nome Luciano Pompeo, e della sorella di un boss di un clan del centro storico detenuto in regime di 41bis, Mariarca Bosti, della sorella di un boss di un clan del centro storico detenuto in regime di 41bis, , e di un uomo – Patrizio D’Auria – ritenuto in stretti rapporti con il parente dei Lo Russo, Pompeo. Un capitolo della Dia e’ dedicato ai rapporti tra i fratelli Paolo e Fabio Cannavaro con i fratelli Esposito, imprenditori, (arrestati nei giorni scorsi nell’ambito dell’inchiesta della Dda di Napoli): compaiono intercettazioni risalenti al 2013 e riguardanti progetti di investimenti nel settore della ristorazione attraverso l’acquisizione di noti locali.