(Nelle foto Giuseppe, Umberto e Antonio De Luca Bossa)

Il temibile clan di Ponticelli, decapitato con sette arresti, avrebbe imposto tangenti estorsive senza alcuna pietà: in manette anche il figlio e il fratello di “Tonino ’o sicc”

di Luigi Nicolosi

Una strategia del terrore attuata senza scrupoli e senza guardare in faccia nessuno. Ordigni artigianali ai danni degli imprenditori da taglieggiare e persino una donna minacciata di essere cacciata dal proprio appartamento se non avesse versato al “sistema” la quota della “tranquillità”. C’è questo e molto altro, nell’ordinanza di custodia cautelare che tre giorni fa ha portato all’arresto della nuova cupola del clan De Luca Bossa, la cosca attualmente egemone nel quartiere Ponticelli.

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L’ultimo blitz scattato a Napoli Est è dunque il frutto di un’indagine congiunta che ha visto impegnati la Squadra mobile della questura e i carabinieri della compagnia di Torre del Greco e della tenenza di Cercola, i quali hanno eseguito due fermi di indiziato di delitto disposti dalla Dda nei confronti di sette persone legate al clan camorristico De Luca Bossa, a vario titolo gravemente indiziati del reato di estorsione aggravata dal metodo mafioso ed al fine di agevolare l’organizzazione di appartenenza.

I due provvedimenti riguardano, rispettivamente, un’estorsione commessa nell’ambito della gestione delle abitazioni di edilizia popolare e un tentativo di estorsione continuata nei confronti di un imprenditore. In particolare, il primo decreto di fermo, eseguito dalla Mobile di Napoli, è stato emesso nei confronti di tre indagati, Umberto De Luca Bossa, attuale reggente dell’omonimo clan e figlio del storico boss Tonino “’o sicc”, Roberto Boccardi e Mario Sorrentino, che avrebbero richiesto a una donna la somma di denaro di 5mila euro quale prezzo per conservare il possesso dell’alloggio popolare nel quartiere Ponticelli in cui viveva con il figlio minore. A seguito delle minacce ricevute, non disponendo della somma di denaro, la vittima è stata costretta ad allontanarsi dal quartiere per evitare ulteriori ritorsioni.

Il secondo provvedimento, eseguito dai carabinieri, è stato emesso nei confronti di quattro esponenti della cosca con base al Lotto 0 – Eugenio Bonito; Giuseppe De Luca Bossa (fratello del ras Antonio), esponente dell’omonimo clan, Domenico Amitrano e Carmine Fico – e riguarda un tentativo di estorsione continuato commesso nei confronti di un imprenditore che dopo aver subito il 9 settembre gravi danni alla propria concessionaria di auto, a causa dell’esplosione di un ordigno artigianale, ha ricevuto una richiesta estorsiva di 50mila euro. Il gip di Napoli, al termine dell’udienza di convalida celebrata ieri, ha emesso un’ordinanza di custodia cautelare in carcere a carico di tutti gli indagati.

Ecco nel dettaglio l’elenco degli arrestati: 

Umberto De Luca Bossa, nato a Napoli il 18.06.1993, figlio del fondatore del clan Antonio, alias “Tonino ’o Sicc”, detenuto in regime di 41/bis.

Roberto Boccardi, alias “Recchiolone”, nato a Napoli il 05.06.1991;

Mario Sorrentino, nato a Napoli il 06.10.1984;

Eugenio Bonito, nato a Napoli il 18.01.1962;

Giuseppe De Luca Bossa, nato a Napoli 1.5.1977, fratellastro del fondatore del clan Antonio.