domenica, Settembre 25, 2022
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«L’ospedale San Giovanni Bosco era la sede dell’Alleanza di Secondigliano»

L’ospedale San Giovanni Bosco “era diventato la sede sociale dell’Alleanza di Secondigliano: gli uomini dei Contini controllavano il funzionamento dell’ospedale, dalle assunzioni, agli appalti, alle relazioni sindacali”. Lo ha detto il procuratore di Napoli, Giovanni Melillo, nel corso di una conferenza stampa sul maxi blitz.

 

In sostanza, ha sottolineato Melillo, “l’ospedale era diventata la base logistica per trame delittuose, come per le truffe assicurative attraverso la predisposizione certificati medici falsi”.

Il clan Contini, nell’ospedale San Giovanni Bosco di Napoli, lucrava anche sui decessi: chi aveva necessita’ di riavere quanto prima la salma di un proprio congiunto deceduto non doveva fare altro che rivolgersi agli uomini del clan. Versando 500 euro, ovviamente a nero, la camorra falsificava i documenti attestando che il paziente, che in realta’ era morto, era invece vivo e poteva anche essere dimesso. I congiunti, a questo punto, se lo potevano portare a casa con un’ambulanza.

 

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