La storia di due dipendenti di NapoliServizi vessate e costrette a lavorare in condizioni inaccettabili

Ci hanno provato in tutti i modi. Con comunicati, appelli e quant’altro ma da un anno non ottengono risultati, anche se adesso qualcosa, con gli interessamenti di media e consiglieri comunali, inizia a muoversi. Loro sono due dipendenti di NapoliServizi che denunciano la “punizione” che è stata loro riservata per aver cambiato sindacato. Proprio attraverso un comunicato del sindacato Usb che le rappresenta, hanno di nuovo reiterato l’appello alle autorità affinché si occupino della loro situazione. Le impiegate amministrative sono state infatti demansionate e trasferite al Castel dell’Ovo in uno stanzino con condizioni igienico-sanitarie ai limiti dell’indecenza e senza riscaldamento, una condizione già inaccettabile di per sé, in quanto contraria alle leggi sulla sicurezza sul lavoro e sulla tutela della salute dei lavoratori, ma che diventa ancora più grave in tempi di Covid.

Tra le prime ad essersi interessata alla vicenda c’è la consigliera comunale Laura Bismuto che, in un post su Facebook, scrive: «Sono state messe a fare le custodi di un Castello, per mesi chiuso, in un tugurio privo dei requisiti minimi di sicurezza, privi di riscaldamento, nell’umidità e nella sporcizia, tra piloni di brochure di promozione turistica. Una vergogna targata Napoliservizi, avallata dall’assessorato e dal servizio alla cultura, denunciata a più riprese ed a gran voce, da me, dal sindacato, dalle lavoratrici. È una vergogna nota a tutti. Così come – cosa ancor più grave – è nota all’amministrazione la modalità con cui viene gestito il personale nell’azienda partecipata e, più in generale, l’azienda stessa. Zero efficienza, zero valorizzazione del personale, zero meritocrazia. Solo premi agli amici e agli amici degli amici. E punizioni a chi non si allinea».

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Come detto però qualcosa si muove, ma non nel senso sperato dalle due promotrici culturali. Queste condividevano infatti gli spazi con i custodi comunali, i quali sono stati trasferiti negli uffici, probabilmente a seguito del clamore mediatico che la vicenda ha sollevato. Per le due dipendenti invece nessun trasferimento, anzi. Come testimonia il video sottostante, persino il microonde che si erano portate da casa le è stato tolto, l’ennesimo affronto di un caso di mobbing che continuerà a far discutere.

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