Matteo Salvini, Silvio Berlusconi e Stefano Caldoro

Verso le Regionali in Campania

di Giancarlo Tommasone

Come si sta muovendo il centrodestra per le prossime elezioni regionali in Campania, è già tutto deciso per il leader dello schieramento? Oppure bisognerà attendere l’assestamento degli equilibri, alla luce di quello che si sta registrando nel partito azzurro, e rispetto al peso sempre maggiore che va acquistando la Lega? Stylo24, al riguardo, ha raccolto le considerazioni di un alto dirigente romano di Forza Italia (che ha preferito però mantenere l’anonimato).

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Caldoro indicato dalla coalizione come prossimo candidato governatore in Campania. I giochi sono già fatti?
«Assolutamente no. Io considererei quella di Stefano Caldoro e del presidente Berlusconi, una sorta di fuga in avanti. La decisione verrà presa soltanto alla fine di gennaio. Posso dire che nel corso di una riunione sulle elezioni in Calabria, a cui ho partecipato, Salvini ha detto chiaramente che si occuperà della questione Campania soltanto dopo l’esito del voto in Emilia Romagna, quello del 26 gennaio. A questo punto non è detto che sarà Caldoro il leader della coalizione, e non è escluso, che forte di un successo in Emilia, e di un rafforzato controllo sul centrodestra, Salvini potrà rivendicare il candidato in Campania».

Quanto influisce quello che si sta registrando in Forza Italia campana (dove si assiste a quotidiane scaramucce), sulla scelta del candidato alla guida di Palazzo Santa Lucia?
«Il continuo litigare nel partito non depone certo a favore della serenità di riflessione, necessaria per la scelta del candidato. Assistiamo all’atteggiamento, oserei dire, indeciso e confusionario, della Carfagna, che un giorno sembra uscire dal gruppo, l’altro sembra rientrarvi; a Fulvio Martusciello che non si capisce da che parte stia. E poi c’è la polemica a distanza, con De Siano che attacca Tajani. Si tratta di aspetti di una crisi campana, che dovrebbero essere affrontati e superati al più presto, se si vuole puntare alla guida della Regione».

Nelle scorse ore è stato registrato l’assist di Salvini a Caldoro, definito un ottimo amministratore. Ma esiste una pregiudiziale della Lega rispetto all’ex governatore?
«In effetti c’è da valutare un fattore, non certo di secondo piano. Nella passata esperienza di governo, va detto che Caldoro ha sempre impedito alla Lega di attecchire in Campania. E addirittura, quando nel 2015 c’è stata la proposta del Carroccio di appoggiarlo, l’ex governatore ha rispedito l’invito al mittente. In quel caso giustificò il “no, grazie”, accampando un divieto (che però, non  mi risulta ci fosse mai stato)  da parte di Angelino Alfano del Nuovo centro destra».