Attilio Auricchio

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Di recente la Cassazione ha confermato l’assegnazione dello scudetto del 2006 all’Inter. «Noi abbiamo costruito e portato avanti questa indagine, sviluppando un’attività tecnica e investigativa, ricevendo un vaglio in tribunale. Il vaglio è la Cassazione che ha confermato la nostra intelaiatura». Oggi capo di Gabinetto del Comune di Napoli e all’epoca uno dei responsabili dell’indagine su Calciopoli, Attilio Auricchio commenta a ‘Radio Crc Targato Italia’ la sentenza della Cassazione che ha confermato l’assegnazione dello scudetto 2006 all’Inter.

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«Francamente il lavoro è giudiziario e come tale va giudicato sotto il profilo giudiziario. Poi esiste un binario parallelo che fu sperimentato per la prima volta in maniera imponente, quello della giustizia sportiva, che ha prodotto dinamiche e sentenze sportive e su quelle ognuno può discutere». «Qui non c’è la partita su cui si è scommesso, non parliamo di questo – continua Auricchio tornando a parlare dell’indagine dell’epoca – Lì si parla di un condizionamento del campionato di serie A di quegli anni e questo è un tema riscontrato. Il problema è il condizionamento generale, un condizionamento anche della diffusione mediatica». Auricchio critica la scritta dei «36 scudetti» allo Stadium: «Questo atteggiamento da Legibus Solutus non lo comprendo. Sono stati fatti tutti i passaggi possibili, alla fine bisogna prendere un punto».

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