Gli attaccanti hanno più possibilità di contrarre il Coronavirus. Secondo uno studio dell’Aarhus University, riportato dal Daily Mail, i giocatori offensivi possono passare fino a 11 minuti a stretto contatto con un giocatore infetto

di Stefano Esposito

Gli studiosi dell’università danese hanno preso in esame 14 partite della Super League danese, simulando la presenza di un giocatore affetto dal virus e monitorandone gli spostamenti per vedere gli incroci, a meno di un metro e mezzo, con gli altri calciatori. Ogni incontro è stato analizzato come se ci fosse solamente un calciatore contagiato.

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I risultati della ricerca, attraverso i 15.750 risultati, hanno dimostrato che i giocatori avrebbero trascorso in media 87,8 secondi in prossimità del giocatore infetto, poco meno di un minuto e mezzo. Lo studio ha affermato che se più di un giocatore avesse il virus, il tempo medio di esposizione sarebbe moltiplicato per il numero di individui infetti. 

“Vedendo lo studio ho pensato che non era molto, solo pochi secondi – ha dichiarato il professor Thomas Bull Andersen al Daily Mail. Poi guardando i numeri da più vicino mi sono reso conto di grandi differenze tra le posizioni. In una partita ci sono giocatori che hanno zero secondi a contatto con l’infetto, altri che ne hanno addirittura undici”.

Attaccanti, difensori centrali e centrocampisti centrali sono i ruoli più esposti, mentre i portieri sono quelli che rischiano meno. In media, dal centrocampo in avanti, l’esposizione media è di circa due minuti.

Tuttavia, i virologi ritengono che quelle cifre complessive mostrino un basso rischio per i giocatori. L’OMS, infatti, considera a elevato rischio di trasmissione un’esposizione cumulativa al virus di oltre 15 minuti.