Maradona Giuliano
I fratelli Giuliano con Diego Armando Maradona

di Giancarlo Tommasone

Ha fatto appena in tempo, l’ormai ex portiere del Napoli, Pepe Reina, a salutare amici e squadra presso il Club Partenopeo di Coroglio. Perché all’alba di oggi, per la suddetta discoteca e per altre attività riconducibili a tre fratelli, gli imprenditori Gabriele, Giuseppe e Francesco Esposito, sono scattati i sigilli.

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I tre imprenditori sono indiziati di intestazione fittizia di beni con l’aggravante di aver commesso il fatto al fine di agevolare le attività dei clan camorristici Contini e Sarno. Le indagini sono state coordinate dalla Dda di Napoli

L’ordinanza di custodia cautelare riguarda oltre ai fratelli Gabriele, Giuseppe e Francesco Esposito; Teresa Esposito moglie di Gabriele, Carmela Russo, moglie di Giuseppe e Diego La Monica. I fratelli Esposito, di Posillipo, noti imprenditori nel settore della commercializzazione e distribuzione dei giocattoli, sottolineano i magistrati, «sono legati da rapporti di parentela con i fratelli Bruno, Mario e Vincenzo Palazzo, quest’ultimo reggente del clan Sarno in zona piazza Mercato, ma hanno anche rapporti con Ettore Bosti, reggente del clan Contini».

Quelle foto con calciatori e camorristi

Ancora una volta, dunque, calciatori e camorra si incrociano. C’è da premettere che i tesserati sono assolutamente estranei a ogni vicenda giudiziaria che riguarda esponenti della criminalità organizzata. I giocatori hanno soltanto avuto la sfortuna – negli episodi erano assolutamente ignari con chi avessero a che fare – di incrociare sulla loro strada i malavitosi, anche solo per una foto che li ha immortalati insieme ad appartenenti o a persone vicine a clan di camorra.

Maradona Giuliano
I fratelli Giuliano con Diego Armando Maradona

La storia recente è piena di episodi del genere e comincia con la famosa foto del Pibe de Oro, al secolo Diego Armando Maradona, nella vasca a conchiglia con i fratelli Giuliano di Forcella. Quello scatto ha fatto il giro del mondo e rappresenta un must, da questo punto di vista. Ma dopo Diego, anche altri calciatori sono finiti – loro malgrado e in maniera del tutto inconsapevole, come capitò a Diego Maradona – al centro della scena e non per quanto fatto sul rettangolo verde.

Lo scatto di Marek Hamsik con Domenico Pagano

Nel 2010 gli scatti che immortalano Marek Hamsik, Fabio Cannavaro, Roberto Carlos (questi ultimi due all’epoca in cui sono state scattate le foto militavano nel Real Madrid), insieme a boss della camorra, sono stati depositati in un processo carico dei narcotrafficanti di Secondigliano, i cosiddetti scissionisti del clan Di Lauro. In una foto scattata in un ristorante del Napoletano, c’è il capitano del Napoli con (l’allora latitante, poi arrestato a febbraio del 2011) Domenico Pagano, ritenuto protagonista della sanguinaria faida della droga contro la cosca di Ciruzzo ‘o milionario.

Domenico Pagano con Marek Hamsik (il calciatore del Napoli era assolutamente ignaro di chi fosse Pagano, che gli chiese di scattarsi una foto come fanno tantissimi tifosi del Napoli)

Risale a quegli anni anche il rapporto di amicizia che, secondo i magistrati dell’Antimafia, avrebbe legato l’ex reggente del clan dei Capitoni, Antonio Lo Russo (poi passato a collaborare con la giustizia) e il Pocho Lavezzi, ex attaccante del Napoli. Anche in questo caso, sottolineiamo, il calciatore era assolutamente all’oscuro dell’appartenenza di Lo Russo a organizzazioni malavitose. A svelare alcuni particolari dell’amicizia con Lavezzi è stato proprio il pentito Antonio Lo Russo.

Sempre un collaboratore di giustizia, nel caso Salvatore Lo Russo (padre di Antonio) fa il nome di Mario Balotelli. L’attaccante nel 2010 avrebbe effettuato un tour a Scampia, accompagnandosi a camorristi della zona. Per tale episodio, Balotelli, fu convocato dai pm Sergio Amato ed Enrica Parascandalo. Nel corso dell’audizione, l’attaccante (all’epoca militava nel Manchester City, ndr) affermò di aver effettuato un giro nel quartiere di napoletano. Il tramite fu un imprenditore: Balotelli, ha raccontato ai giudici, lo conobbe dopo essere andato a pranzo, mentre si trovava a Napoli, nel ristorante gestito proprio da quest’ultimo. Balotelli tenne pure a sottolineare che era assolutamente ignaro del fatto che le persone a cui si era accompagnato erano considerate vicine alla camorra.