Roberta Ramona Mazzarella

Corruzione e falso, le intercettazioni svelano la relazione tra l’imprenditrice Mazzarella e il dirigente della Città Metropolitana De Angelis: «In tre mi hanno sistemato delle cose»

di Luigi Nicolosi

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«Madonna guarda, quello mi mette un ufficio a disposizione, oggi sono corsi in tre o quattro di loro per sistemarmi delle cose. Io veramente a un poi a un certo punto non posso esagerare, ma mi serve per parecchio tempo. È troppo buono». Mazzette e intrecci amorosi per mettere le mani sul trasporto pubblico dell’Isola Azzurra. All’indomani dell’esecuzione delle misure cautelari scaturite dall’ultima indagine della guardia di finanza, emerge una lunga e inquietante serie di retroscena in merito alla natura dei rapporti intercorsi tra l’imprenditrice Roberta Ramona Mazzarella, rappresentante legale della Capri Sghtseeing Srl, e il dirigente della Città Metropolitana di Napoli Giuseppe De Angelis, entrambi a vario titolo accusati di corruzione e falso ideologico. A rivelare il coinvolgimento dei due indagati ci hanno pensato una raffica di intercettazioni telefoniche e ambientali.

Secondo la Procura di Napoli – l’inchiesta è stata coordinata dal pm Henry John Woodcock – il dirigente De Angelis, coordinatore dell’area amministrativa Edilizia istituzionale, Mobilità e Viabilità, abusando dei propri poteri e funzioni, avrebbe adottato una lunga serie di atti contrari all’ufficio, a partire da quello relativo alla concessione alla Capri Sghtseeing Srl per l’espletamento di un servizio di trasporto di linea autorizzato, che sarebbe stato firmato «violando il corretto iter procedurale, in particolare non coinvolgendo, come evidenziato dal Tar Campania, nel procedimento amministrativo i Comuni di Capri e Anacapri; omettendo di verificare gli “aspetti afferenti alla sostenibilità del servizio dal punto di vista ambientale, territoriale e di viabilità” ai quali la Regione Campania ha condizionato il suo parere trattandosi di valutazioni di competenza di altri enti». Dalla lettura dei capi di imputazione che fanno da prologo alle 272 pagine dell’ordinanza di custodia cautelare emergerebbe dunque la gestione privatistica di una materia, quella del trasporto pubblico locale, che avrebbe invece richiesto tutt’altro modus operandi.

Ferma restando la presunzione di innocenza fino a prova contraria, il dirigente De Angelis avrebbe poi messo a disposizione di Mazzarella «il personale pubblico dipendente in servizio presso la Direzione Pianificazione dei Servizi e delle Reti di trasporto della Città Metropolitana di Napoli non solo per agevolare la stessa dal punto di vista burocratico, velocizzando tutte le pratiche riguardanti la Capri Sghtseeing Srl, ma anche per la materiale redazione e compilazione delle relative istanze e successive integrazioni, tutto ciò a discapito delle altre società contro interessate». Sul punto, gli inquirenti sostengono che alcuni imprenditori siano stati addirittura “vessati” a scopo intimidatorio, affinché «potessero astenersi da qualsivoglia iniziativa economica in grado di fare concorenza con quelle intraprese dalla Capri Sghtseeing Srl sull’isola».

Agli atti dell’indagine sono così finite centinaia di intercettazioni dalle quali emerge il coinvolgimento degli indagati – sette in tutto – e in particolare la natura del rapporto intercorso tra Giuseppe De Angelis e Roberta Mazzarella. Quest’ultima, conversando al telefono con un’amica, il 26 luglio scorso descriveva in questi termini la propria relazione con il dirigente dell’ex Provincia di Napoli: «Madonna guarda… ti devo dire che quello mi mette un ufficio a disposizione, oggi sono corsi tre o quattro di loro per sistemarmi delle cose, io veramente poi a un certo punto non posso neanche esagerare, ma una cosa è il lavoro perché condividiamo delle cose insieme degli uffici, un’altra è la vita privata». L’amica, secondo gli investigatori, le suggerisce quindi di continuare ad approfittare di questa situazione: «Va beh, comunque se ti serve tieni in mano… tieni in mano». E la 45enne Mazzarella conferma: «No, però a me mi serve per parecchio tempo, è troppo buono». A quasi un anno di distanza quel piano è però andato in frantumi. Il gip del tribunale di Napoli ha infatti interdetto per un anno De Angelis dal pubblico ufficio e Mazzarella dall’esercizio di attività di impresa. A entrambi è stato inoltre imposto l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria una volta al giorno.

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