A rischio il lavoro di 11mila addetti.

L’emergenza Coronavirus minaccia la mozzarella campana Dop. Nei primi 15 giorni di marzo, infatti, rispetto allo stesso periodo di un anno fa, è stato trasformato oltre il 60% di latte in meno. E sono stati prodotti 766mila chili di bufala Dop, contro i quasi 2 milioni del 2019. Il settore più colpito è stato l’export, che risente dei rallentamenti dei trasporti. Ma i problemi hanno colpito anche i discount, così come la grande distribuzione.

Secondo il rapporto Svimez, l’associazione per lo sviluppo dell’industria del Mezzogiorno, presentato a giugno 2019, il fatturato delle imprese casearie della filiera bufalina è stato pari, nel 2017, a 577 milioni di euro, generando, direttamente e indirettamente, un volume di produzione di circa 1 miliardo e 218 milioni di euro.

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A tremare, a questo punto, sono gli undicimila occupati nella filiera, che temono di perdere il proprio lavoro.

“Le esportazioni sono in affanno – spiega il presidente di Coldiretti Vito Busillo. Al momento non ci sono problemi per il ritiro del latte fresco ma le celle per il congelamento rischiano di saturarsi nel giro di pochi giorni e a quel punto il problema sarà dove stoccare il latte. Insomma, il rischio è che i caseifici tra qualche giorno potrebbero non ritirare più il latte e gli allevatori avere latte in esubero, oltre al fatto che sarebbe impossibile fermare la produzione, le bufale non hanno un rubinetto alla mammella. Inoltre, è in atto un’attività speculativa da parte di alcuni soggetti raccoglitori che minacciano di lasciare gli allevatori pur di scontare un prezzo più basso”.