di Tania Fedeli.

Non volevo esprimere un mio giudizio sulla diatriba che si è scatenata dopo la conferenza stampa tenuta da Amadeus per presentare la sua squadra per il prossimo Festival di Sanremo. È stata una rappresentazione grottesca della società moderna e le sue parole non hanno fatto nient’altro che avvalorare ciò. La Bellezza è bellezza e su questo non si discute, puoi pensarla e gridare ai quattro venti di possederla. Invece nessuno sceglierebbe deliberatamente la Bruttezza, questa è più difficile da dover rimirare, devi impegnarti, devi guardare oltre.

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La Bruttezza ha il coraggio di essere normale, senza fronzoli, senza orpelli, senza trucco o parrucco; la Bruttezza è l’immagine speculare della Bellezza ma non è fortunata come la sua antagonista. La Bruttezza deve lottare ogni giorno per affermarsi, non solo con un passo ma deve macinare chilometri.

Amadeus ha semplicemente detto quello che tutti pensano, la sua sfortuna è di averlo fatto in una conferenza stampa in presenza di donne e soprattutto alla corte di mamma Rai. Non potremmo mai affermare che Francesca Sofia Novello non sia bella, la sua Bellezza è lampante.

Mi sembra che lei non faccia mistero di esserne consapevole, visto il suo profilo Instagram. Quindi non vedo il problema, per quanto mi sforzi, di ribadirlo in una conferenza stampa. A parte la Bellezza e il fatto che sia la fidanzata di Valentino Rossi cosa sappiamo di questa gentil donzella? Niente, assolutamente il nulla.

Se invece a quel tavolo si fossero sedute tutte donne brutte saremmo dovuti andare oltre; sicuramente ci saremmo chiesti il perché di quella scelta, ci saremmo chiesti quale curriculum avevano esibito per poter sedere là.

Quando sei privo di Bellezza devi essere fornito di altro e dovrai costruirtelo con le tue sole forze. Puoi provare con la cultura, con l’arte, con il potere, potresti puntare tutto sull’umorismo o sull’essere fuori dagli schemi ma assolutamente non puoi possedere solo la Bruttezza.

È molto più semplice, come dicevo, definire il bello. Troverete trattati, saggi di filosofi ed artisti che definiscono cosa sia il bello diversamente è accaduto col brutto.

Il brutto viene trattato semplicemente in opposizione al bello.

Il brutto provoca disgusto, se osservi qualcosa di brutto ti domandi cosa ti disturba in quell’immagine, continui ad osservare con fare indagatore chiedendoti cosa c’è che non va. Con il bello non ti porresti nessuna domanda, il bello ti porta in una dimensione mistica dove forse incontrerai Dio. La Bruttezza ti rende terreno è come guardare un quadro di Picasso o Botero, dovrai necessariamente metterti in un’altra prospettiva, devi cogliere il messaggio.

Il povero Amadeus non ha nessuna colpa se non il fatto di aver detto che tutte erano dotate di Bellezza.

Ancora più assurdo mi sembra il fatto che l’on. Boldrini si sia erta a paladina della giustizia femminile. Quale giustizia? Cara onorevole questa querelle si sgonfierà presto e tutti ci dimenticheremo del famoso “passo indietro rispetto ad un grade uomo”. Cara onorevole pensa che questo sia veramente un argomento per l’emancipazione femminile?

Le donne in Italia e non solo sono un passo indietro agli uomini economicamente, guadagniamo di meno, non troviamo lavoro superata una certa età, ai colloqui di lavoro ci chiedono se vorremmo figli.

Credo che il fallimento del movimento femminista sia l’introduzione delle quote rose, l’imposizione del “per forza” deve esserci una donna non è tanto femminista. In Italia abbiamo le quote rose eppure mai un presidente del consiglio o della repubblica donna.

Credo che la strada sia ancora in salita, ma di una cosa sono certa non sarà la Bellezza che ci porterà in cima ma la Bruttezza, lei si che sa combattere non soffermandosi su frasi detta da un presentatore televisivo che indossa giacche di dubbio gusto.

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