Si chiama Brucia Babilonia ed è una community di Facebook. Una piazza social a cui sono iscritti circa 13.250 utenti. Una pagina gestita – si evince dalle immagini del profilo e della copertina – da persone dalla forte estrazione anarchica e antagonista.
“Abbattere il sistema religioso e partitico è un dovere civico e morale. Abbattere il sistema è vitale”, questa la frase che è possibile trovare nelle informazioni del ‘gruppo’. Un pagina in cui si combatte sempre e comunque contro religione (soprattutto cattolica), forze dell’ordine e schieramenti politici opposti (nel caso fascisti, sedicenti tali, rappresentanti della destra).

Il post sulla strage di Cisterna di Latina

Si discute anche del caso di Luigi Capasso, il carabiniere di Secondigliano, protagonista della strage di Cisterna di Latina e si scrive: sulle facoltà e devianze mentali di chi veste una divisa, ormai pare chiaro, che bisogna certamente averne paura. Si sottolinea pure che “gli appartenenti alle forze dell’ordine, spesso godono dai loro Comandi della stessa copertura che il Vaticano adotta per i suoi preti pedofili, sta male divulgare che sempre più mele marce rivestano una divisa o un abito talare”.
Nel caso specifico del carabiniere, è pure scritto che “la moglie aveva già subìto almeno una aggressione dal marito, anche davanti alle figlie e quindi denunciato. La donna ne aveva addirittura parlato con i superiori del marito, al comando di Velletri, ma questo non ha cambiato le cose perché lui ha rifiutato ogni tentativo di mediazione da parte dei colleghi e dei superiori”. 

Un post contro le forze dell’ordine

Lasciando il caso di Capasso e tornando alla pagine Facebook in questione, oltre alle offese, alle invettive, alle immagini e ai video che inneggiano alla violenza contro le forze dell’ordine e i nemici politici, non manca l’augurio di morte rivolto ai rivali, fossero questi preti, poliziotti, carabinieri o esponenti di Casapound.