Aldo Patriciello e Pasquale Passarelli ricostruiscono il decennio post-unitario. I proventi del libro saranno destinati alla LILT
Soldati, briganti e paesi stretti nel mezzo. “Tra soldati e briganti. Sui monti dell’Alto Volturno nel decennio post-unitario” torna su una delle pagine più discusse della storia meridionale partendo dal territorio. A firmarlo sono Aldo Patriciello e Pasquale Passarelli.
Il libro ricostruisce gli anni successivi all’Unità attraverso vicende locali, documenti e luoghi dell’Alto Volturno. Un tema che continua a dividere letture e interpretazioni, come mostra anche il dibattito sul brigantaggio e sulle ricostruzioni neoborboniche.
La storia vista dai monti dell’Alto Volturno
Il punto di osservazione scelto dagli autori è quello di una terra attraversata dagli scontri tra esercito e bande. Il brigantaggio post-unitario fu un fenomeno nel quale si intrecciarono criminalità, guerriglia filoborbonica e ribellione sociale, come ricostruisce anche l’Archivio di Stato di Torino attraverso le proprie raccolte documentarie.
Patriciello definisce il volume «un lavoro nato dalla passione per la nostra storia e dal desiderio di raccontare una pagina importante e complessa del nostro territorio e delle nostre radici».
Le carte diventano il filo del racconto
La materia, del resto, vive soprattutto nei documenti. Gli Archivi di Stato conservano migliaia di carte relative a processi, attività delle bande e repressione militare. Anche Stylo24 ha raccontato il valore della memoria documentaria attraverso il recupero delle carte storiche dei Borbone.
Il libro prova così a riportare il racconto alla dimensione concreta dei paesi e delle comunità, evitando di ridurre quella stagione a una formula buona per schierarsi.
Dal libro alla prevenzione oncologica
Alla ricerca storica si lega poi una scelta precisa. «I proventi delle vendite saranno destinati alla LILT – Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori, per sostenere il suo prezioso impegno nella prevenzione e nella lotta contro il cancro», spiega Patriciello.
La destinazione del ricavato è stata confermata dalla stessa LILT nella presentazione ufficiale del volume.
Cultura e solidarietà nello stesso progetto
Il risultato è un progetto che tiene insieme memoria e solidarietà. Da una parte c’è il tentativo di rileggere il brigantaggio attraverso la storia dell’Alto Volturno. Dall’altra, ogni copia venduta sostiene l’attività di prevenzione oncologica.
Una doppia traiettoria che porta il libro fuori dallo scaffale: verso il passato di un territorio e, nello stesso tempo, verso un aiuto concreto.

















