Il branco che terrorizza Chiaia e il centro storico
Il branco che terrorizza Chiaia e il centro storico

di Giancarlo Tommasone

«Più forti di chi ci vuole morti». Non siamo allo stadio, né nella roccaforte di un clan, posti dove ci aspetteremmo di sentire scandite oppure trovare scritte sui muri, le parole di slogan del genere. Non abbiamo a che fare con la solita «paranza dei bambini», che nonostante il nome che indica la giovane età dei componenti, presenta una struttura organizzata. Piuttosto ci troviamo davanti a due «branchi». Quello dei Quartieri Spagnoli e quello di Secondigliano, che hanno siglato un patto.

Quanto rilevato da «Stylo24» e confermato da fonti investigative, emerge dagli scatti e dai commenti che intercettiamo ancora una volta sui profili Facebook che stiamo seguendo da mesi e che aiutano a mappare le nuove batterie presenti a Napoli. Il supergruppo formato da una quarantina di elementi posa nei pressi di piazza Vanvitelli, sul Lungomare davanti a uno dei caffè più «in» della zona o a Forcella. Lo slogan che lo identifica è piazzato a mo’ di watermark sulla foto, quasi a dire che loro e solo loro, sono gli appartenenti, i fratelli di una banda che non teme rivali. Del resto il vincolo di fratellanza è reso benissimo dall’«emoticon» della siringa piena di sangue.

La ribattezziamo «Alleanza dei Quaranta», perché intrecciando i dati che provengono dai tag, dai commenti e dallo studio delle immagini, ci rendiamo conto che a formare la batteria sia una quarantina di giovanissimi, il più grande dei quali ha forse sedici anni. «Questi sono gli organici, – tiene a sottolineare l’investigatore col quale ci confrontiamo – quelli sempre presenti, ma possiamo tranquillamente ritenere che siano seguiti da altri giovani, alquanto numerosi». Assistiamo a una trasformazione, l’idea di paranza viene soppiantata e sostituita da quella di un gruppo più fornito, che si uniforma quasi ai modelli provenienti dal mondo ultras. In alcune foto i ragazzi compaiono con il volto coperto da una sciarpa scura e il cappuccio della felpa calato sugli occhi.

L’obiettivo? E’ quello di fare danni, colpire nel mucchio,
senza badare a un nemico in particolare.

«Tanto quelli sanno dove stiamo tutte le sere», scrive a commento del collage di foto che presentiamo in esclusiva, un ragazzo dei Quartieri e poi ribadisce il concetto a un suo amico: «‘O Cinese, siamo più forti di chi ci vuole morti». I gruppi in lizza si danno appuntamento nella zona del Lungomare e in quella dei «baretti». A meno che non ci siano scontri programmati con altre bande, anche il branco composto da quartierani e secondiglianesi sfrutta qualsiasi pretesto per innescare la rissa e per far parlare lame e pistole.

Ad utilizzare i «ferri», secondo ipotesi investigative, un ristretto gruppo di capi che si muove in sella a potenti scooter. Tante le baby-gang sullo scacchiere, è acclarato l’attrito esistente tra quelle cittadine e quelle provenienti dalla periferia di Napoli. Ma ci sono le regole e ci sono le eccezioni e l’asse Quartieri Spagnoli-Secondigliano è la riprova di tutto ciò.